12 dicembre 2017

Inizia l'undicesima stagione

Comunicato stampa sulla puntata n. 1 di Dal Paleolitico a Palasciania. Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Sebbene si sia concluso solo da un paio di settimane il decimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "Oniricon. Appunti per un'enciclopedia delle meraviglie", l'Accademia Palasciania – a grande richiesta – sta già per avviare l'undicesimo, intitolato "Dal Paleolitico a Palasciania. Undici salti in accelerazione geometrica lungo la storia dell'Homo sapiens sapiens". L'evento si articolerà in dodici puntate che si terranno a cadenza quattordicinale, di domenica, in sedi da definire di volta in volta. Ciascun incontro consisterà in una lezione-spettacolo di Marco Palasciano integrata da momenti di laboratorio affettivo, biografico e teatrale cui tutte le persone presenti potranno partecipare.

La puntata n. 1 si terrà alle ore 18.57 di domenica 17 dicembre – come sempre a ingresso libero – nella sala superiore di Cose d'Interni Libri (Capua, corso Gran Priorato di Malta 88). Tema: "Paleolitico superiore. Comparsa dell'Homo sapiens sapiens (circa 36.000 a.C.)". Ogni incontro infatti trarrà spunto da uno di dodici accadimenti scelti per prossimità delle loro date a quelle di un'ampia cronoscala (36.000 a.C. - 2018) che, per x = circa 18,57 (da cui l'orario 18.57), prima salterà 2^10·x anni, poi 2^9·x, poi 2^8·x, poi 2^7·x ecc. Ma ai temi storici se ne intrecceranno molti altri, dai più bassi ai più alti, sempre alla ricerca «del vero e del miro» fra sogno, realtà e iperrealtà, a partire da noi stessi e dal rapporto con gli altri esseri umani.

Sarà possibile inserirsi in qualsiasi momento del percorso, senza necessità d'aver seguìto le puntate precedenti. Per ulteriori informazioni contattare il 3479575971 o Palasciano in Facebook.

Dal Paleolitico a Palasciania

L'Accademia Palasciania presenta
l'undicesimo festival-laboratorio palascianiano
di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia

DAL PALEOLITICO
A PALASCIANIA

Undici salti in accelerazione geometrica
lungo la storia dell'Homo sapiens sapiens


Il festival-laboratorio si articolerà in dodici puntate che si terranno alle ore 18.57 di una domenica sì e una no, dal 17 dicembre 2017 al 20 maggio 2018, in Capua e dintorni.

Le sedi delle varie puntate saranno precisate di volta in volta; per sapere della sede di turno, contattare il 3479575971 o www.facebook.com/marco.palasciano.

Si terrà inoltre, sabato 26 maggio 2018, una festa a chiusura dell'evento.
 
Ogni incontro domenicale consisterà in una lezione-spettacolo di Marco Palasciano – integrata da momenti di laboratorio affettivo, biografico e teatrale cui tutte le persone presenti potranno partecipare – che trarrà spunto da uno di dodici accadimenti scelti per prossimità delle loro date a quelle di un’ampia cronoscala (36.000 a.C. - 2018) che, per x = circa 18,57 (da cui l’orario 18.57), prima salterà 210x anni, poi 29x, poi 28x, poi 27x ecc. Ma ai temi storici se ne intrecceranno molti altri, dai più bassi ai più alti, sempre alla ricerca «del vero e del miro» fra sogno, realtà e iperrealtà, a partire da noi stessi e dal rapporto con gli altri esseri umani. E sempre molto ludus vi sarà (notato l’anagramma?).

Il tutto, come sempre, completamente gratis.

Sarà possibile inserirsi in qualsiasi momento del percorso, senza necessità d'aver seguìto le puntate precedenti. Per conseguire il diploma di Dal Paleolitico a Palasciania, comunque, bisognerà aver partecipato ad almeno 8 puntate.

Nel calendario qui sotto, cliccare sui quadratini per visionare i resoconti delle puntate già tenute.


1. Paleolitico superiore. Comparsa dell'Homo sapiens sapiens (circa 36.000 a.C.)
Cose d'Interni Libri (Capua, corso Gran Priorato di Malta 88), 17 dicembre 2017

2. Paleolitico supremo. Pitture rupestri delle grotte di Lascaux (circa 17.000 a.C.)
31 dicembre (con festa di Capodanno)

3. Neolitico. Invenzione del vino (circa 7500 a.C.)
14 gennaio 2018

4. Età del bronzo. Emancipazione della scrittura dalla contabilità (circa 2700 a.C.)
28 gennaio

5. Età classica. Aristotele precettore di Alessandro Magno (342-340 a.C.)
11 febbraio (con festa di Carnevale)

6. Medioevo. Distruzione e ricostruzione di Capua (841-856)
25 febbraio

7. Rinascimento. Johannes Gutenberg reinventa la stampa (circa 1440)
11 marzo

8. Evo moderno. John Kay inventa la spoletta volante (1733)
25 marzo

9. Belle Époque. Inaugurazione della Torre Eiffel (1889)
8 aprile

10. Alba del postmoderno. Missione Vostok 1 (1961)
22 aprile

11. Tramonto del postmoderno. Fondazione dell'Accademia Palasciania (1999)
6 maggio

12. Ultime ventiquattr'ore. Bilancio provvisorio delle nostre vite (2018)
20 maggio

Festa di fine festival-laboratorio per la consegna dei diplomi e per il 50° compleanno di Marco Palasciano
26 maggio

2 dicembre 2017

Dedicato a Eleonora è tutto «Oniricon»

Giovedì 30 novembre – I anniversario della scomparsa di Eleonora Carmelina Bellofiore – si è tenuta in Capua, a Palazzo Fazio, alla presenza di 16 partecipanti, Al nome bello fra reale e onirico (anagramma di «Eleonora Carmelina Bellofiore»), la puntata n. 10 ed ultima di Oniricon. Appunti per un'enciclopedia delle meraviglie, decimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia. L'Accademia Palasciania ringrazia Capuanova e Pro Loco, che hanno ospitato cinque puntate di Oniricon ciascuna (in totale ospitando, negli anni, 48 eventi palascianiani l'una e 37 l'altra).

Possiamo già annunciare che, a grande richiesta, l'Accademia inaugurerà il suo undicesimo festival-laboratorio già nell'inverno 2017-2018, senza aspettare l'autunno 2018.

La puntata n. 10 di Oniricon è intanto consistita nella lettura, durata un'ora circa, di trenta poesie di Marco Palasciano dedicate alla madre Eleonora, e nella festa – con tanto di ricchissimo buffet comunitario – per la consegna dei diplomi del festival-laboratorio. Dai diplomi stessi è stato svelato, a quanti ancora non l'avessero scoperto da soli, quale fosse il gioco nascosto generatore dei temi base delle nove lezioni-spettacolo: a origine di tutto erano le 27 lettere, prese tre alla volta, del nome (il «nome bello fra reale e onirico») Eleonora Carmelina Bellofiore (alla quale, perciò, risulta dedicato tutto Oniricon):
   Elea 
   Onofri 
   Rachele 
   Armageddon 
   Eliogabalo 
   Nabucco 
   Ell
   Ofione 
   Orellana
Ultimo simpatico gioco: nella frase che segue, il rigo in alto (dove il latino «vel» vale «ovvero») è l'anagramma del rigo in basso:

Oniricon è dedicato a mia madre; vel:
io, Dante, creerò la Divina Commedia.

Di séguito è l'elenco delle otto anime gentili che hanno conseguito il diploma di Oniricon, avendo partecipato ad almeno sei delle prime nove puntate. Indichiamo fra parentesi il totale delle rispettive presenze 2009-2017 e, in numeri romani, la quantità di diplomi finora conseguiti.
     9. Gaetano Riccio (48; IV), Francesco Netti (20; I), Annalisa Papale (10; I)
     8. Antonio Faenza (50; IV)
     7. Enrico Cardellino (59; IV), Orlando Limone (22; II), Sossio Bencivenga (10; I)
     6. Alessia Ventriglia (62; VI)
Si ringrazia Marcella Cicala per le foto che seguono.

Bacio accademico. A sinistra il volontario addetto al cerimoniale prepara il diploma da consegnare.

Abbraccio accademico.

Palasciano con dieci dei sedici partecipanti alla puntata.

Frutta per il buffet. C'erano anche dolci, dolcetti, pizzette, casatielli, frittate, formaggi, vini ecc.

28 novembre 2017

Qui di «Oniricon» si conclude il viaggio

Comunicato stampa sulla puntata n. 10, e ultima, di Oniricon. Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Giunge al gran finale – dopo due mesi esatti di navigazione a zig zag fra i più suggestivi scenari della storia, del mito, del sogno e del pensiero – il decimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "Oniricon. Appunti per un'enciclopedia delle meraviglie", in dieci puntate, a cura dell'Accademia Palasciania in collaborazione con l'associazione Capuanova e con la Pro Loco di Capua.

Le puntate dalla prima alla nona – consistite in altrettante lezioni-spettacolo di Marco Palasciano integrate da momenti di laboratorio ludico, affettivo e teatrale – hanno avuto per rispettivi protagonisti la metafisica ("Elea e l'elevazione dell'umana ragione", tra la Magna Grecia e la New York ottocentesca), la poesia orfica ("Onofri nel paese degli onocefali", nella Roma degli anni '20 del Novecento), il fiabesco ("Dall'antica Rachele al moderno racconto fiabesco", tra antico Egitto e Napoli barocca), la violenza ("Le armi di Armageddon", tra la piana di Kurukṣetra e il Vietnam), il sesso ("L'elisir di Eliogabalo", nella Roma imperiale), l'interpretazione dei sogni ("Nabucco e i nabi onde restò di stucco", a Babilonia), l'invecchiamento e la morte ("Come Elle vinse l'invincibile Elli", tra la Beozia e il regno dei giganti), la genesi e palingenesi dell'universo ("Da Ofione alle oficleidi del Giudizio", tra l'uovo cosmico e la piana di Vígríðr) e infine la ricerca di sé stessi ("Le amazoniche sirene nell'orecchio di Orellana", nel Sudamerica del Cinquecento).

Diversa impostazione avrà l'incontro n. 10, "Al nome bello fra reale e onirico", che si terrà a Palazzo Fazio (Capua, via Seminario 10) alle ore 20.00 di giovedì 30 novembre – primo anniversario della scomparsa di Eleonora Carmelina Bellofiore (il titolo è l'anagramma del suo nome) – e che consisterà in un reading di poesie a lei dedicate, seguìto dalla festa per la consegna dei diplomi dell'Accademia Palasciania. Ingresso libero; gradito un contributo in cibi o bevande per il buffet.

Resta da dire che in quest'ultima puntata sarà finalmente rivelato il gioco nascosto generatore dei temi base delle nove lezioni-spettacolo di "Oniricon", e che intanto il lettore del presente comunicato dispone già di indizi sufficienti per scoprirlo. Quanto ai resoconti dettagliati delle precedenti puntate vedi palasciania.blogspot.it. Per ulteriori informazioni contattare il 3479575971 o Palasciano in Facebook.

27 novembre 2017

L'allegoria fluviale della vita

Domenica 26 novembre si è tenuta in Capua, a Palazzo della Gran Guardia, alla presenza di 26 partecipanti e per la durata di circa due ore e mezza, Le amazoniche sirene nell'orecchio di Orellana, la puntata n. 9 di Oniricon. Appunti per un'enciclopedia delle meraviglie, decimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia.

La puntata n. 10 (vedi qui) si terrà – sempre gratis – giovedì 30 novembre alle ore 20.00 a Palazzo Fazio (Capua, via Seminario 10), e si intitolerà Al nome bello fra reale e onirico.

La puntata n. 9, intanto, è consistita in una lezione-spettacolo – inclusiva di un quiz a premi (si è qui, fra l'altro, citata la zanzottiana Ecloga IX, nel cui verso 9 occorre «amazonico», e si è narrato della leggenda del medaglione del monaco Trigorio; ma a inaugurare il quiz è stato ovviamente il quiz «Chi era Quizquiz?») – durante la quale si sono trattati i seguenti argomenti:


I. Storia: Perù-Amazzonia 1522-1547

Morte di Francisco Pizarro.
1522-1538: la conquista dell'impero inca da parte degli spagnoli, fino all'esecuzione di Diego de Almagro senior. Il leggendario paese di El Dorado. Febbraio 1541: parte con circa 350 spagnoli, 4000 indigeni, 200 cavalli e altre centinaia o migliaia di cani, lama e maiali la grande spedizione di Gonzalo Pizarro e Francisco Orellana alla ricerca di oro e cannella: Pizarro parte da Quito, Orellana da Santiago de Guayaquil. Un vulcano ha la sua prima eruzione (Juan de Velasco nei suoi Viaggi, relazioni e memorie relative al regno di Quito dice fosse il Pichincha, ma sospettiamo fosse il Reventador, la cui prima eruzione documentata è appunto del 1541). La spedizione riceve i primi guasti dalle tempeste incessanti sulle Ande. Delle guide deludono Pizarro in merito a presunti alberi di cannella, strada sprecata; e lui brucia viva una metà di loro, e dà l'altra metà in pasto ai cani. Dopo aver poi sostato un paio di mesi in un villaggio ospitale aspettando il resto della spedizione, confisca delle barche agli indigeni per meglio discendere il corso del Rio Coca. (Intanto a Lima i seguaci di Diego de Almagro junior, credendo che Francisco Pizarro abbia fatto uccidere Cristóbal Vaca de Castro che tarda ad arrivare dalla Spagna, uccidono Francisco: 26 luglio 1541.) La spedizione incontra sempre maggiori difficoltà, e ci si inizia a cibare dei cavalli e dei cani; si costruisce inoltre, a un punto, il brigantino San Pedro, per il tasporto di feriti, provviste e tesori.


26 dicembre 1541: dopo altre traversie, si decide che 57 uomini capeggiati da Orellana andranno in avanscoperta col San Pedro, troveranno cibo e torneranno indietro controcorrente a rifornire gli altri. 3 gennaio 1542: Orellana e i suoi, mezzi morti di fame, trovano ristoro in un villaggio ospitale, dove sostano un mese. Proseguono poi sul Rio Napo; il 12 febbraio giungono alla sua confluenza col Marañon. 22 febbraio: Orellana convince tutti, meno Hernando Sanchez, a lasciar perdere Gonzalo e proseguire fino all'estuario. Il frate che è con loro, padre Gaspar de Carvajal, scriverà una Relación del nuevo descubrimiento del famoso río grande que descubrió por muy gran ventura el Capitan Francisco de Orellana. Sanchez viene abbandonato sulla riva. Più avanti, viene costruito un secondo brigantino, il Victoria. Intanto Gonzalo Pizarro incontra Sanchez e, informato della situazione, decide di lasciar perdere e tornare a Quito. Qui giunge, con un'ottantina di superstiti, a giugno 1542; e scopre che il fratello Francisco è stato ucciso, che il Perù ora si chiama Vicereame di Nuova Castiglia, e che il viceré è il sopracitato Vaca de Castro. 24 giugno: Orellana e i suoi si battono con delle donne arciere; da ciò il nome del grande fiume che stanno ormai percorrendo: il Rio delle Amazzoni. Nella battaglia il frate perde un occhio. Il più lungo fiume del mondo. Parentesi zoologica: i sirenii. Orellana ordina di procedere a zig zag per osservare entrambe le sponde del fiume, tant'è largo a questo punto. Frecce al curaro. 26 agosto 1542: giungono all'estuario.

Il viaggio di Orellana.

Poi i due brigantini giungono all'isola di Cubagua, uno il 9 e l'altro l'11 settembre. 16 settembre: in Perù, Vaca de Castro fa giustiziare Diego de Almagro junior. 20 novembre: Carlo V imperatore alias Carlo I di Spagna promulga le Leyes nuevas. Dubbioso dei confini stabiliti dal trattato di Tordesillas (1494), Orellana si reca prima da Giovanni III, re del Portogallo, e poi, a maggio 1543, dal re di Spagna (vedi qui), ottenendo a febbraio 1544 dal Consiglio delle Indie l'anelato contratto: sarà governatore dell'Amazzonia, ovvero Nuova Andalusi. Ma, ahimè, dovrà organizzare la nuova spedizione a proprie spese. Intanto giunge in Perù il nuovo viceré, Blasco Núñez Vela: è il 13 settembre 1544. 11 maggio 1545: Orellana, fresco di nozze con Ana de Ayala, riparte per l'Amazzonia con quattro navi; ma a causa delle tempeste, il Bretón è da demolire e il Guadalupe affonda con tutto il proprio equipaggio (vedi qui). A dicembre Orellana ritrova l'estuario del Rio delle Amazzoni, ma la Capitana è da demolire; più tardi affonda il San Pablo, e si procede in barca. Intanto in Perù Gonzalo si rivolge al Demonio delle Ande, l'ottantenne Francisco de Carbajal, per fronteggiare l'esercito di Núñez, che è sconfitto il 18 gennaio 1546. Carlo V rinuncia alle Leyes nuevas e invia in Perù don Pedro de la Gasca, che parte dalla Spagna il 26 maggio. A novembre 1546 Orellana muore di malaria (qui l'oratore inserisce una scena di fantasia, ispirata a L'oro del Reno di Wagner: nel delirio Orellana sente il canto delle sirene amazoniche che gli offrono l'oro di El Dorado, se rinnegherà l'amore). Juan de Peñalosa lo seppellisce. I superstiti si recano a Cubagua. Ana e Juan si sposeranno e vivranno a Panama.

Gonzalo Pizarro condotto al patibolo.
9 aprile 1547: la battaglia finale tra don Pedro de la Gasca e Gonzalo Pizarro finisce prima di cominciare, perché tutti i capitani di Gonzalo passano a uno a uno dalla parte del prete, tranne il Demonio delle Ande, che tenta la fuga ma cade nel fango. Infine, Gonzalo viene decapitato, e il vecchio Carbajal squartato. Gonzalo viene sepolto nello stesso convento di Cuzco in cui riposano già le spoglie degli Almagro padre e figlio. «Quanto alle spoglie di Orellana, nel 1957 verranno ritrovate da Indiana Jones, come sapete, anche se non è vero. Ma cosa è veramente vero, e cosa non lo è? Non è forse la vita un sogno?, e un breve sogno: ché anche il piú lungo fiume non è nulla, a confronto del vasto oceano».

Della trattazione storica resta da dire che è stata cadenzata da sette anagrammi di «Amazoniche sirene»:
— «Reazione meschina» quella di Rumiñahui che abbandona Atahuallpa;
— «Chiesa e minoranze» il tema che sta a cuore a monsignor Bartolomeo de las Casas;
— «Nemesi acheronzia» le pene patite dagli spagnoli lungo il Rio delle Amazzoni (cfr. l'anagramma nell'annuncio della puntata, «Come andrà a finire?» = «America da inferno»);
— «Hai enorme scienza» detto da Carlo V a don Pedro de la Gasca;
— «In chi è senza amore» detto dalle Ondine a proposito di dove il potere può albergare;
— «Noia senza chimere» ciò cui è preferibile morire squartati e decapitati;
— «Maschere in azione» i viventi se la vita è teatro.

II. Metafisica: alla ricerca della Verità Splendente

Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare? Tanto per cominciare: di cosa possiamo essere certi? direttamente, del fatto che esistano (non il mondo del quale facciamo esperienza, di per sé, ma) almeno queste tre cose:
— l'anima (il soggetto esperiente);
— i qualia (i componenti elementari dell'esperienza);
— gli algoritmi (il sistema di composizione dell'esperienza);
e indirettamente, per deduzione, possiamo essere certi dell'esistenza di una quarta cosa:
— un qualche inconoscibile mondo non algoritmico (perché se tutto si basasse sugli algoritmi, dunque sul principio causale, non potrebbe esserci nulla; ma noi esistiamo, ergo non può non esistere anche quel mondo).
Rapporto tra corpo e anima: si può supporre che non vi sia legame se non virtuale (tipo quello fra il giocatore d'un videogame e il relativo avatar); e che perciò il corpo nasca, si evolva e muoia, ma l'anima sia immutabile come l'esti parmenideo. L'anima fa parte del mondo metafisico, non del mondo fisico, nel cui gioco essa si cala virtualmente, incarnazione dopo incarnazione, per vivere esperienze che nel mondo metafisico (dove l'anima è onnisciente e legata da amore assoluto ed eterno alle altre anime) sono impossibili (per es. l'ignoranza e di conseguenza la meraviglia, la speranza, l'innamoramento ecc.).

Nel mondo fisico, di contro, è impossibile «produrre un pensiero assoluto e perfetto, perfettamente rispecchiante la Verità Splendente. Ma non importa; non siamo qui per conoscerla; siamo qui anzi per dimenticarla. Non perché sia orribile; anzi; non c'è meraviglia più meravigliosa»...

Da dove veniamo, dunque? Le anime sono declinazioni del puro essere. E da dove viene il puro essere? Da nessuna parte; neanche dal Nulla, che non è mai esistito.

E dove andiamo? Da nessuna parte: il gioco è infinito. L'importante, «come vi dirà anche il guru più da quattro soldi», è il percorso.

E per dove dobbiamo andare? «Ma la domanda è mal posta. “Dobbiamo”? cos’è questo “dovere”? implica un giudizio; e la chiave della saggezza, piuttosto, non gira forse nella toppa della sospensione del giudizio? Perciò non domandiamoci per dove dobbiamo andare, ma piuttosto domandiamoci per dove siamo già andati, nel corso della nostra attuale vita».

Infine, a tutti i presenti è stato domandato quale credano sia il tesoro della loro vita, e se lo stiano ancora cercando, ecc.


Si ringrazia Enrico Cardellino per le foto di scena.

21 novembre 2017

Nel millecinquecentoquarantuno...

Comunicato stampa sulla puntata n. 9 di Oniricon. Vi preghiamo di pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Giunge alla sua nona e ultima lezione-spettacolo – cui però farà séguito un decimo incontro – il decimo festival-laboratorio palascianiano di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia "Oniricon. Appunti per un'enciclopedia delle meraviglie", a cura dell'Accademia Palasciania in collaborazione con Capuanova e Pro Loco. Le prime otto puntate hanno avuto per rispettivi protagonisti (1) la metafisica, (2) la poesia orfica, (3) il fiabesco, (4) la violenza, (5) il sesso, (6) il sogno, (7) la vecchiaia e la morte, (8) la genesi e palingenesi dell'universo. Affine all'ottavo tema, ma scendendo dall'universale al particolare e salendo dal fisico allo psichico, sarà quello della puntata n. 9, intitolata "Le amazoniche sirene nell'orecchio di Orellana", che si terrà domenica 26 novembre alle ore 18.30 come sempre a ingresso gratuito – nella sede della Pro Loco, Palazzo della Gran Guardia (Capua, piazza dei Giudici 6).

Perché «amazoniche» con una Z? la risposta si trova in un'ecloga che reca il medesimo numero di questa puntata, e che sarà citata da Marco Palasciano nel quiz introduttivo. La lezione-spettacolo proseguirà in forma di viaggio alla ricerca del mitico paese di El Dorado, ricerca speculare a quella dell'Oro filosofico, allegoria della verità ultima: chi siamo? da dove veniamo? dove andiamo? e soprattutto – direbbe un celebre principe – «per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare»? Questa «semplice informazione» non potrà esserci data da alcun vigile urbano, né da Urbano II o dai cavalieri da lui inviati alla ricerca dell'arca perduta, bensí dal nostro stesso spirito purché abbastanza vigile. Ma poiché non si può vigilare mentre si dorme, e la vita – insegna il Siglo de Oro – è sogno, come andrà a finire? quanto all'oro bramato dai Pizarro e da Orellana, la risposta è nell'anagramma stesso di «come andrà a finire»: «America da inferno».

Ricordiamo che è possibile inserirsi in qualsiasi momento di "Oniricon", senza necessità di aver seguito le puntate precedenti; e che il suo schema tematico è stato generato da un gioco nascosto che sarà rivelato nel corso della puntata finale. Per il programma completo vedi palasciania.blogspot.it. Per ulteriori informazioni contattare il 3479575971 o Palasciano in Facebook.