31 ottobre 2011

Record d'afflusso agli «Esordi del caos»

Marco Palasciano. Foto di Antonio Calamo.
Si è tenuta domenica 30 ottobre, come da programma, la lezione-spettacolo Gli esordi del caos. Te lo do io il laboratorio di scrittura, quinta del seminario di Marco Palasciano De natura mundi. L'interpretazione del mondo in ottanta giorni. L'evento ha goduto di un'affluenza record (in ciò superando la lezione del 10 dicembre 2010 Gioco vs Mercato e politica, ch'ebbe ventiquattro spettatori): gli spettatori sono stati più d'una trentina!, là a Palazzo Lanza, nella sala eventi trasformata per l'occasione in bottega di narrativa e poesia; alcuni sono giunti finanche da Cassino. (Dall'agro napoletano, tra l'altro, è venuto a spectarci Salvatore Toscano, autore del notevole Infinite Loss.)

Caldamente ringraziamo sia essi, sia quanti finora contribuirono a diffondere notizia di De natura mundi. L'Accademia ringrazia inoltre il proprio Segretario, Domenico Callipo, per essersi recato venerdì scorso da Caserta a Napoli e da Napoli a Capua, senza soste (neanche per pranzare), al fine di recuperare un libro necessario alla lezione, il quale un anno fa era stato imprudentemente prestato dal nostro Presidente a un Socio Ornamentale iposolerte. Che libro? aa.vv., I protagonisti della poesia moderna, Carello ed., 1981. «Un titolo piú adatto, a mio umile parere, sarebbe stato» disse iersera il Maestro Palasciano «I protagonisti della poesia di m****. Analizzeremo ora alcuni di questi “capolavori”. C’è molto da imparare, qui, su cosa non è una poesia».

Fu «bellissima», come della scorsa si disse, anche questa puntata? lasciamolo giudicare agli spettatori, uno dei quali (R.A.) ha oggi inviato al nostro Presidente l'SMS che segue:


Caro Marco, non puoi immaginare come mi sia sentito bene ieri sera, in pace con me stesso, quasi redento. Il tuo severo magistero mostra quello slancio della superiorità che rianima le speranze per qualche parte mortificate dal valore troppo modesto di tutto il resto.

La prima parte della lezione, preceduta da un gioco a quiz, si è intitolata O buon Apollo, salvaci dalla poesia mediocre! e ha tratto la maggior parte dei propri spunti dai materiali sviluppati nel perduto gruppo di facebook La superbia punita, antico feudo dell'Accademia Palasciania. Si sono riportate, tra l'altro, le più sugose dispute tra «grezzisti» e «politisti»; e le analisi, richieste dai poeti stessi, di alcune poesie passibili di miglioramento: come un'Elegia triste del gentile Davide Càrpana, che qui potete leggere nella versione originaria, e che il nostro servizio di lettura testi consigliò di ridurre (eliminato anche il titolo) da 32 versi ai soli 6 seguenti:

Evitiamo il banale «Mi dispiace»:
la pietà non è mai stata il mio mestiere.
Una scelta ci ha reso distanza,
due persone altro piano d’esistenza:
da amante, a sposa, a sorella,
ora un colpo più truce t’allontana.

Tra i momenti più allegri della serata è stata la recita d'una serie di variazioni metriche, composta da Palasciano per l'occasione a fini didattici, sul tema «Un vecchio signore, a furia di fare gira e volta (non è chiaro in che senso), si sente male, e chiama aiuto; accorre un nipote, cui chiede di chiamare il medico, poiché si sente morire; ma poi va al gabinetto, si sgrava gli intestini e si sente meglio. Morale: chi piú caca, piú sta sano», con frequente ricorso al dialetto napoletano laddove eran da sciorre i nodi più gordiani. Tredici le variazioni, ciascuna costruita secondo un diverso tipo di verso (a parte l'ultima, che riusa gli endecasillabi, ma organizzandoli stavolta in forma di sonetto):

1. Binari (34, con una sola tmesi: «La mo/rale»)
2. Ternari (36, leggibili anche come 18 senari o 9 dodecasillabi)
3. Quaternari (24, leggibili anche come 12 ottonari o 6 doppi ottonari)
4. Quinari (18, leggibili anche come 9 doppi quinari)
5. Senari a ritmo binario (16)
6. Settenari (16, leggibili anche come 8 alessandrini)
7. Ottonari dattilici (11)
8. Novenari (12)
9. Esametri (6, resi da ottonario dattilico + novenario)
10. Decasillabi (10)
11. Endecasillabi dattilici (8)
12. Endecasillabi a maiore, a minore e giambici (9)*
13. Sonetto

* Con opportuni gesti Palasciano, nel leggere la variazione n. 11, segnalava quando l'endecasillabo fosse a maiore (mani in alto), quando a minore (mani in basso) e quando giambico (mani a mezza altezza).

Riporteremmo volentieri almeno il sonetto (dove, per allungarsi ai debiti 14 versi, si sono aggiunti nelle due quartine un po' di dettagli, come il fatto che la chiamata fosse telefonica, e cosa di preciso fosse quel «gira e volta»); ma non possiamo; ché è troppo osceno. No, aspettate: ne possiamo oscurar le parolacce con pudìchi asterischi, è vero! :-) ond'eccolo:


C’era una volta un vecchio monsignore
che per troppo girarsi e rigirarsi,
tra l’inc**ar gli eromeni e il donarsi
ai ca*** degli erasti, ebbe un malore.

Con man tremante presso il libro d’ore
raccolse il cellulare e – mentre a darsi
alla fuga era il boy ch’ei stava a farsi –
fece un numero, bianco di terrore.

«Aiuto! aiuto!» E accorse un suo nipote.
«Ched è?» «Chiama il dottor, presto, ché muoio!»
Ma non morí: andò al cesso; e sulle gote

la rosa rifiorí, sgravato l’ano.
Morale: andate spesso al cacatoio;
ché chi piú caca, piú rimane sano.

La seconda parte della lezione si è intitolata Racconto, romanzo, opera mondo. Si è tra l'altro spiegata la differenza tra racconto e romanzo, che più che nella lunghezza risiede nella "larghezza", e si è fatto un esercizio di composizione narrativa su tema dato. Tema che si prestava sia al drammatico, sia al comico; sia al materiale, sia allo spirituale: «Qualcuno si sente male, ma poi si sgrava di qualcosa e si sente meglio». Quattro i testi in prima stesura prodotti dagli spettatori nel giro d'un quarto d'ora: tre racconti brevi e un incipit. Si è quindi ragionato sui loro pregi e pecche, e come avrebbero potuto limarsi al fine d'una seconda stesura.

A coronamento della puntata si è celebrato il 64° compleanno di Antonio Moresco, probabilmente il massimo scrittore italiano vivente (facendo corna dato che, fatte il 10 ottobre le celebrazioni per il 90° compleanno del massimo poeta italiano vivente, Andrea Zanzotto, quest'ultimo è partito per gli Elisi la settimana dopo). Di Moresco (nella foto la copertina dell'attesa nuova edizione di Gli esordi) si è riassunto il cammino esemplare, e si è data lettura del forse più intenso canto dei Canti del caos, quello delle ragazze cartavetrate. Tutti sono rimasti stregati e da quel testo, e dalla degna resa attoriale di chi gli ha dato voce: ennesimo «slancio della superiorità» dell'homo universalis, infine, a «rianimare le speranze» nostre e vostre (se non siete miseri nichilisti) in un nuovo Rinascimento.


E la disfida tra la ricchezza di quest'ultimo, in termini di spirito, e la «miseria della postfilosofia» (come la chiama qui Daniele Ventre), sarà il principale argomento della prossima lezione-spettacolo:
Il ritorno di Astrea in astronave. Tramonto del postmoderno e rimonta del moderno. Che Palasciano terrà lunedì 7 novembre, alle ore 21.30 (o al massimo 21.45), a Palazzo Fazio (Capua, via Seminario 10). Come sempre, gratis. Parte prima: Dall'estetica trascendentale all'anestetica trash-and-antani: mio Dior, come sono caduta in vascio! Parte seconda: Le Muse intorno alla culla del nuovo Rinascimento. Sotto l'egida e di Apollo, e dell'Apollo 11.

26 ottobre 2011

Laboratorio di scrittura gratis

Comunicato stampa su Gli esordi del caos, quinta lezione-spettacolo di De natura mundi. Vi preghiamo di copiarlo, incollarlo e pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Giunge alla n. 5 delle sue dodici variegate lezioni-spettacolo, sempre a ingresso gratuito, l’evento “De natura mundi. L’interpretazione del mondo in ottanta giorni”, a cura dell’Accademia Palasciania (in collaborazione con Associazione culturale Architempo, Cooperativa culturale Capuanova, Libreria Guida Capua e Librerie Uthòpia). Un viaggio straordinario tra scienza, filosofia, gioco e poesia, con per guida Marco Palasciano («autentico genio delle parole e del pensiero», nella definizione del filosofo Franco Cuomo).

Alle ore 21.30 di domenica 30 ottobre, a Palazzo Lanza (Capua, corso Gran Priorato di Malta 25), vi aspetta “Gli esordi del caos. Te lo do io il laboratorio di scrittura”. La sala eventi della libreria Guida Capua sarà adibita a bottega di narrativa e poesia, con esempi pratici, tra excerpta e composizione dal vivo. Il titolo della puntata, “Gli esordi del caos”, è un omaggio ad Antonio Moresco (autore degli “Esordi” e dei “Canti del caos”, massimi capolavori della letteratura italiana degli ultimi decenni), del quale giusto quel giorno sarà il compleanno. Quanto al sottotitolo, “Te lo do io il laboratorio di scrittura”, è un gioioso sberleffo alle infinite scuole Holden e Pseudoholden fiorite per l’Italia.

L’appuntamento successivo, riguardante “Il ritorno di Astrea in astronave”, è per il 7 novembre a Palazzo Fazio (via Seminario 10). Le puntate dispari continueranno, infatti, a tenersi a Palazzo Lanza una domenica sí e una no, e le pari a Palazzo Fazio un lunedí sí e uno no, sempre alle 21.30, o al massimo 21.45. Si veda il programma completo in http://palasciania.splinder.com/post/25642034/. Ci saranno ancora, tra l’altro, una serata di laboratorio teatrale, la messa in scena del Vangelo restituito alla realtà umana, il matrimonio alchemico di classicismo e futurismo, e la chiusura ufficiale dei decenni bui del postmoderno. Per ulteriori informazioni scrivere a palasciania chiocciola iol punto it.




Antonio Moresco e Marco Palasciano. Capua, Palazzo Fazio, 9 ottobre 2009. Foto di Roberta Cacciapuoti.

25 ottobre 2011

Sette giochi analitici e sintetici

Si è tenuta lunedì 24 ottobre, come da programma, la bellissima (ci dicono) lezione-spettacolo Viaggio al fondo dell'anima: una serata di giochi analitici e sintetici (con una parentesi aperta sulla follia, quarta del seminario De natura mundi. L'interpretazione del mondo in ottanta giorni. L'evento ha goduto dell'affluenza di ben 11 spettatori, là a Palazzo Fazio, trasformato per l'occasione in ludoteca. Sette i giochi in cui Marco Palasciano ha coinvolto la platea.

Prima del primo gioco, il nostro Presidente ha trattato della ricerca euristica (in particolare della letteratura enciclopedico-aleatoria) e in misura minore, a parte, del dadaismo, declamando infine una ludopoesia fresca costruita col metodo Tzara (personaggi: un avvocato e il suo cliente «cartaceo», vale a dire un «guappo di cartone»; argomento: pontili mal gestiti):


«Nella…»
Cartaceo ospite: «Sulla».
«Compresa…?»
«Nullaosta, avvocato (scappare!), nulla (proseguire!): ambièntali».
«Urgente: mancherebbe (non temperature, invece) gestione».
«Passeggiata accertamenti resta», prevede.

Bloccano.
Aveva pontili messi per immediata soprintendenza.
«Sono pontili, splendida repubblica!», scatta.

1. Dadi enciclopedici
Dove il nostro Presidente e la Vicepresidente Margot Tafuri hanno replicato lo scenario di Dio non gioca a dadi... io sì, con l'aggiunta del far indovinare agli spettatori chi fosse il poeta di turno oppure, se i dadi sballavano, indovinar la musica sonata da un sonatore di kazoo. (Alla seconda sballata, trabocchetto: s'è ripetuta la melodia di «Non più andrai, farfallone amoroso», dalle Nozze di Figaro; ma stavolta la risposta aveva da essere il finale del Don Giovanni, dove Mozart cita sé stesso.) Per un caso straordinario, intanto, il primo lancio di dadi ha portato alla pagina di Tristan Tzara: esattamente la stessa cui aveva portato, qualche giorno prima, il lancio di prova effettuato da Palasciano!, a séguito del quale egli aveva pensato d'assemblare la poesiola qui sopra riportata...

2. Quanto vali come essere umano?
Dove, analizzata l'anima di ciascuno spettatore col fargli compilare un questionario (basato sulla Weltanschauung della Ruota palascianiana), il risultato è stato un numero compreso tra -100 e 100. (Fasce: pessimi, da -100 a -60; cattivi, da -59 a -20; ignavi, da -19 a 19; buoni, da 20 a 59; ottimi, da 60 a 100.) Tra i punteggi più alti odierni: 82 punti al S.O. Antonio Di Franco; 81 punti a Margot Tafuri (stesso valor del nostro Presidente); 76 punti all'Assistente del Presidente, Antonio Faenza; 64 punti al S.O. Roberto Alvino. Punteggio più basso: 45 punti.

3. Dendrosintesi
Dove un volontario è stato sottoposto al test dendrosintetico, il cui risultato finale è stato la gioia. A tutti gli spettatori è stato inoltre fatto omaggio d'una griglia per la dendrosintesi, da usare poi con comodo, quando a ciascuno piaccia, tra le rispettive mura domestiche.

4. Musica a programma
Dove il nostro improvvisatore ha sintetizzato al pianoforte i «ritratti musicali» di tutti gli spettatori, facendo competere le musiche a due a due, all'incirca come nel ciclo di concerti del 2009 Il laboratorio musicale di Marco Palasciano.

Tra il quarto e il quinto gioco si è aperta una parentesi sulla follia, a integrazione delle passate trattazioni sulla Ruota palascianiana. Né si è mancato di definire chiaramente, se non chiarire definitivamente, la differenza tra follia e Irrazionale:

[...] non è da confondere la follia con l’Irrazionale, che comprende tutto il semicerchio sinistro e dunque anche cose non necessariamente folli, come la Filantropia, Eros e affettività, l’Arte, il Gioco. Per Irrazionale s’intende ciò che ha per movente l’istinto, la passione, nei casi più nobili la poesia, e simili. Ci sono pure istinti poco nobili, che allignano soprattutto nella Selva e nel Trogolo, che insieme costituiscono il nostro ottavo di Bestialità; ma anche essi non sono necessariamente folli, sebbene possano diventarlo. Cose come la paura, la fame, l’odio giustificato, certo non sono pura follia, sebbene la follia possa introdursi in essi e ingigantirli o deviarli. La follia non è l’Irrazionale. Per follia s’intende l’andar dell’uomo contro la sua stessa natura, come mosso da un demone che brami la distruzione sua, d’ogni nobiltà e bellezza, e infine dell’universo.


5. Sintesi e analisi attuale
Dove nella prima parte (dedicata alla sintesi attuale, cioè sintesi di atti) occorreva immaginare scenari di contaminazione dei vari settori della Ruota da parte della follia; nella seconda parte (dedicata all'analisi attuale) occorreva che alcuni immaginassero scenari in cui si trovassero fusi i moventi di due diversi settori della Ruota, e che altri distinguessero tali moventi.

6. Quiz
Dove si sono rivolte agli spettatori venticinque domande, relative agli argomenti trattati il 2 e 10 ottobre nella lezione in due parti De Magna Rota Rerum Humanarum: la sistemazione delle pratiche e dei valori umani nella Ruota palascianiana, sintesi del seminario del 2010 La Grande Ruota delle Umane Cose (De Magna Rota Rerum Humanarum).

Tra il sesto e il settimo gioco Palasciano ha divertito i presenti declamando una serie di anagrammi, alcuni di sua composizione e altri altrui. Eccone un paio di palascianeschi:


L’amor lo spinga a dolci baci
= Il blog di Marco Palasciano

Nunzi dannati, l’arte è rito: non mi pento del mio atto di grandeur!
= De natura mundi. L’interpretazione del mondo in ottanta giorni

7. Anagrammi
Dove, nel volgere d'una sabbiata di clessidra, gli spettatori hanno cercato di comporre quanti più anagrammi del nome, e quanto più sintetizzanti l'anima, d'una data persona.

Vincitori della serata: al primo posto Antonio Faenza, al secondo posto Antonio Di Franco, al terzo posto ex æquo Margot Tafuri e Roberto Alvino. Doni: cd dei Guappecartò, copie di I neoplatonici di Luigi Settembrini, quaderni.



La prossima puntata si terrà alle ore 21.30 di domenica 30 ottobre a Palazzo Lanza (Capua, corso Gran Priorato di Malta 25), e si intitolerà Gli esordi del caos. Te lo do io il laboratorio di scrittura.

19 ottobre 2011

Why should a rat have life, and thou no breath?

«Mi sento piuttosto abbattuto e non mi viene da scrivere niente», ha detto ieri il Presidente della nostra Accademia, dopo avere saputo della morte di Andrea Zanzotto. Né ci sentiamo di poter aggiungere, noi, null'altro di significativo, né oggi né domani, alle sue parole (vedile per intero qui).

18 ottobre 2011

Con preghiera di diffusione, grazie

Questo che segue, gentili lettori, è il comunicato stampa per la quarta puntata di De natura mundi. Vi preghiamo di copiarlo, incollarlo e pubblicarlo ovunque, e ovunque declamarlo. Via e-mail, social network, forum; su blog, testate online, quotidiani cartacei; in radio, in televisione, in chiesa; a scuola, a teatro, a pranzo. E grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Giunge alla n. 4 delle sue dodici variegate lezioni-spettacolo, sempre a ingresso gratuito, l’evento «De natura mundi. L’interpretazione del mondo in ottanta giorni», a cura dell’Accademia Palasciania (in collaborazione con Associazione culturale Architempo, Cooperativa culturale Capuanova, Libreria Guida Capua e Librerie Uthòpia). Un viaggio straordinario tra scienza, filosofia, gioco e poesia, con per guida Marco Palasciano («autentico genio delle parole e del pensiero», nella definizione del filosofo Franco Cuomo).

Alle ore 21.30 di lunedí 24 ottobre, a Palazzo Fazio (via Seminario 10) vi aspetta un «Viaggio al fondo dell’anima: una serata di giochi analitici e sintentici». Sullo sfondo del castello cristallino della ragione, e del circo in fiamme della follia, il pubblico potrà anche partecipare a una serie di giochi tanto divertenti quanto illuminanti: quiz, anagrammi, dadi enciclopedici, Quanto vali come essere umano?, dendrosintesi, musica a programma e altro ancora.

Delle otto puntate successive, le pari si terranno sempre a Palazzo Fazio un lunedí sí e uno no, e le dispari si terranno a Palazzo Lanza (corso Gran Priorato di Malta 25) una domenica sí e una no, sempre alle 21.30. Si veda il programma completo in http://palasciania.splinder.com/post/25642034/. Ci saranno tra l’altro un laboratorio teatrale, un altro di scrittura, la messa in scena del Vangelo depurato dal mito, il matrimonio alchemico di classicismo e futurismo e la chiusura ufficiale dei decenni bui del postmoderno. Per ulteriori informazioni scrivere a palasciania chiocciola iol punto it.

17 ottobre 2011

Appello per salvare un grande evento

Lettore gentile, vista la vergognosa platea pressoché vuota della scorsa puntata (solo quattro persone dinanzi a una lezione-spettacolo assolutamente meravigliosa, di faticata realizzazione e per giunta gratis, che avrebbe meritato almeno quattrocento spettatori) si rende necessario un intervento massiccio di campagna pubblicitaria.

Il problema è che non ne abbiamo i mezzi. Se non questo: pregare te, voi, tutti, di diffondere la notizia di questi eventi
, nei limiti delle vostre possibilità. O anche eccedendo tali limiti, se compassione vi spinge ad allargarli. Ve ne saremmo enormemente grati.

Avete possibilità, per esempio, di scrivere di
De natura mundi su giornali a tiratura nazionale? regionale, provinciale? O in siti web frequentati ogni giorno da quarantamila persone? O di parlarne per radio, per televisione?...

Se sì, cliccate qui, prego; e troverete un comunicato pronto da diffondere.


15 ottobre 2011

Nacque Calvino il quindici d'ottobre

Un nostro alto accademico / che vuol restare anonimo / scrisse questi bruttissimi / seppur dolci versicoli / com’esercizio libero / per dedicarli ad Italo / Calvino: è il genetliaco, / oggi, suo, benché postumo; / e noi qui, ricevutili, / volentier pubblichiamoli.


Oggi avrebbe Calvino
(Italo, non Giovanni)
compiuto ottantott’anni.
Ciò non volle il destino.

Ciò il destino non volle.
Ottantott’anni avuto
avrebbe; e nel tavuto
sta invece, tra le zolle,

su cui cresce cicoria,
su cui nubi, su cui...
Ma in noi cresce di lui
coltivata memoria.

Memoria coltivata
di Calvino in noi cresce,
come ne l’acque pesce,
com’erba ne le prata.

Come in barattoli erba,
di lui e i suoi libri ariosi
(degno è d’apoteosi)
memoria in noi si serba.

Si serba in noi memoria
d’Italo (non Giovanni)
Calvino. Ottantott’anni
fa ne iniziò la storia.

La storia ne iniziò
ottantott’anni fa.
E mai finì. Si sa:
muor l’uomo, l’idea no.

12 ottobre 2011

La natura di «De natura mundi»

Con trittica delizia apprendiamo che il nostro Presidente ha or ora pubblicato, nel suo blog, un articolo che spiega meglio che mai il senso dell'evento. Cliccate qui, non c'è altro da dire:

11 ottobre 2011

Un pomeriggio a Pieve di Soligo

Con rinnovata delizia apprendiamo che il nostro Presidente ha or ora pubblicato, nel suo blog, la memoria integrale dell'incontro del 1997 tra lui e Andrea Zanzotto, stilata e declamata in occasione della seconda puntata di De natura mundi, concomitante con il novantesimo genetliaco del poeta laureatissimo. Siamo sbausciolosamente curiosi di sapere sapete cosa (ma se non lo sapete, leggete il post tre posti avanti questo). Cliccate sulla foto, ora, coraggio; e vedete che c'è dietro il paesaggio.

8 ottobre 2011

Il programma di «De natura mundi»

Marco Palasciano

De natura mundi
L’interpretazione del mondo
in ottanta giorni



Capua, autunno 2011,
nei luoghi e giorni qui indicati
sempre alle ore 21.30

o al massimo 21.45

Ingresso libero



Programma completo:

1.
De Magna Rota Rerum Humanarum:

la sistemazione delle pratiche e dei valori umani
nella Ruota palascianiana

Parte I. Scienza vs Religione,
Filosofia vs Trogolo,
Cultura e comunicazione vs Selva,
Ordine e filantropia vs Crimine

► Palazzo Lanza (corso Gran Priorato di Malta 25),
domenica 2 ottobre


2.
De Magna Rota Rerum Humanarum:

la sistemazione delle pratiche e dei valori umani
nella Ruota palascianiana

Parte II. Eros e affettività vs Repressione,
Arte vs Burocrazia,
Gioco vs Mercato e politica,
Magia vs Tecnica
● In piú: lettura di poesie di Andrea Zanzotto
nel giorno del suo 90° compleanno

► Palazzo Fazio (via Seminario 10), lunedí 10 ottobre

3.
Viaggio al fondo dell’universo:

dall’inferno di Dante al pianeta Abisso e fuga.
Input e output poetici agli albori della nostra Ruota

► Palazzo Lanza, domenica 16 ottobre

4.
Viaggio al fondo dell’anima:

una serata di giochi analitici e sintetici
(con una parentesi aperta sulla follia

► Palazzo Fazio, lunedí 24 ottobre

5.
Gli esordi del caos.

Te lo do io il laboratorio di scrittura

Parte I. O buon Apollo, salvaci dalla poesia mediocre!
Parte II. Racconto, romanzo, opera mondo
● In piú: lettura di brani di Antonio Moresco
nel giorno del suo 64° compleanno

► Palazzo Lanza, domenica 30 ottobre


6.
Il ritorno di Astrea in astronave.

Tramonto del postmoderno
e rimonta del moderno

Parte I. Dall’estetica trascendentale
all’anestetica trash-and-antani:
mio Dior, come sono caduta in vascio!
Parte II. Le Muse intorno alla culla del nuovo Rinascimento

► Palazzo Fazio, lunedí 7 novembre

7.
De vulcani eloquentia.

Trionfo del linguaggio sull’indicibile
e trionfo dell’istante sull’eternità

● In piú: lettura di poesie di Marco Palasciano
nella vigilia del 35° anniversario della sua prima opera letteraria
► Palazzo Lanza, domenica 13 novembre

8.
Chrisztomania

Parte I. Vita, mito e strumentalizzazione
del personaggio piú ingombrante degli ultimi 1631 anni
Parte II. L’insostenibile leggerezza di Radio Maria:
il mondo come teatro di guerra del Demonio e della Madonna

► Palazzo Fazio, lunedí 21 novembre

9.
The Doctor and the Robots.
La guerra delle Due Cose: anima e corpo

● In piú: lettura di un racconto di Edoardo Dalbono
su Ferdinando Palasciano (1815-1891)
nella vigilia del 120° anniversario della morte del dottore

► Palazzo Lanza, domenica 27 novembre

10.
Il mirino di Amleto.

Te lo do io il laboratorio teatrale (e filosofico)

● In piú: omaggio agli spettatori
di un libro di Ferdinando Palasciano (1929-1995)
nel giorno dell’82° anniversario della nascita

► Palazzo Fazio, lunedí 5 dicembre

11.
Alla base di tutto non c’è il Nulla ma il Tutto.

Dall’estasi razionale alla religione giocattolo

► Palazzo Lanza, domenica 11 dicembre

12.
La finestra sul paradiso:

il mondo tra diecimila anni

● In piú: brindisi e peana di mezzanotte
tra il 27° anniversario del diario di Marco Palasciano
e l’80° giorno dall’inizio del seminario che qui ha fine

► Palazzo Fazio, lunedí 19 dicembre

Locandina del seminario:

[Cliccare qui se vi restano dubbi sul senso dell'operazione,
qui per l'introduzione alla prima puntata
]

3 ottobre 2011

Il testo introduttivo al seminario

Con delizia apprendiamo che il nostro Presidente ha or ora pubblicato, nel suo blog, il testo integrale dell'introduzione a De natura mundi. Siamo bavosamente curiosi di sapere se ai vostri occhi apparirà ugualmente prezioso che ai nostri, sovente obnubilati di partigianeria fino all'estasi e al rovesciamento delle sclere: dunque, di grazia, cliccate sui pannelli esterni del Trittico delle delizie di Hieronymus Bosch, qui sotto, e vedete qual mondo si aprirà.