21 dicembre 2012

Eccoci giunti all'ultima puntata

Comunicato stampa su De natura amoris et fine mundi. Come perdersi nell’altro per trovare sé stessi e fare di ogni giorno un rinascimento, dodicesima e ultima puntata di Euristicon. Vi preghiamo di copiarlo, incollarlo e pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Giunge al gran finale il multievento a ingresso gratuito “Euristicon. Le nozze di Ragione e Fantasia”, a cura dell’Accademia Palasciania in collaborazione con Libreria Guida Capua e Cooperativa culturale Capuanova: un viaggio straordinario in dodici puntate fra scienza, filosofia, gioco e poesia, che avrà termine sabato 22 dicembre a Palazzo Lanza (Capua, corso Gran Priorato di Malta 25), dove alle 21.30 Marco Palasciano terrà la lezione-spettacolo “De natura amoris et fine mundi. Come perdersi nell’altro per trovare sé stessi e fare di ogni giorno un rinascimento”. 

Tra gli argomenti: i cinque gradi dell’amore; la perpendicolarità cartesiana di amore e sesso; la sopravvalutazione della consanguineità; talami nuziali e letti di Procuste; bisogni autentici e alienati; lutto e conforto; dono e perdono; nudità, commozione, anagogia; omosessualità e omofobia; feedback positivo e negativo; dall’armonizzazione interpersonale all’amplificazione della sincronicità junghiana; olos e sintropia; l’amore come fondamento dell’etica universale. A coronamento dell’evento si svolgerà la cerimonia di consegna dei diplomi dell’Accademia Palasciania. 

Di tutte le lezioni si potrà leggere il resoconto in http://palasciania.blogspot.com/2012/10/i-titoli-di-tutte-le-puntate.html. Ricordiamo infine che, se avete libri da donare (purché non scolastici), potete recarli con voi, e saranno consegnati all’associazione VeraMente per la biblioteca pubblica che sta allestendo.

18 dicembre 2012

Due carillon pieni di scarafaggi

Si è tenuta a Palazzo Fazio lunedì 17 dicembre dinanzi a dieci spettatori, per la durata di circa tre ore e mezza (gita-intervallo inclusa), la lezione-spettacolo Ulisse nel mar delle blatte. La nave della filosofia tra la Scilla del fideismo e la Cariddi del nichilismo, n. 11 del corso di filosofia palascianiana Euristicon. Le nozze di Ragione e Fantasia.

La lezione – preceduta dal solito quiz a premi (vincitore Francesco L.; premio: un temperamatite, «siccome occorre temperanza») – ha trattato dei seguenti argomenti:

Formula strutturale dell'LSD.
Perché la fede è così forte: perché è il meccanismo stesso per cui la nostra mente accetta come reale il mondo che in sé rappresenta. Oliver Sacks e le allucinazioni indotte dai farmaci. Dostoevskij visionario pentito. La sindrome di Bonnet. Episteme, nóesis e diànoia. Nel mondo delle pure anime la conoscenza è puramente noetica. La filosofia è vana se non si occupa di tutto e se non si rende accessibile al popolo. Bugie dalle gambe lunghe (religioni) e dal naso corto (materialismo et similia). Maieutica. Ignoranti e ignoratori. La retorica politica e quella religiosa sono piene di errori cognitivi. Virus mentali e anticorpi mentali. Debolezza algoritmica dei semplici. Le idee retrive di Osho sull'omosessualità, la cui questione è un'eccellente cartina di tornasole per distinguere il ciarlatano dal sapiente. Il diteismo di Marcione. Primitività del concetto di Dio, in cui nel migliore dei casi si proietta l'insieme delle qualità più alte della mente umana portate idealmente alla perfezione. Nesso tra fede in Dio e soggezione all'autorità paterna. Necessità di estirpare (gradualmente) la fede, perché si possa vivere il vero sacro, che è cammino personale e coincide con la ricerca della verità. Politica religiosa: l'esempio del Genesi, in cui la favola del serpente è inserita per avversare l'ofiolatria dei cananei.

Giotto, La crocifissione, 1303-1305,
Cappella degli Scrovegni, Padova.
Donna de paradiso di Jacopone da Todi. La forza che viene da una morte ingiusta di persona amata. L'esempio dell'associazione “Gianfranco Troina. Fallimento della Chiesa nell'onorare il senso della vita di Gesù. Considerare Gesù un dio ne sminuisce l'umanità, e sminuisce l'umanità tutta, al pari del negare che nel 1969 gli astronauti abbiano camminato sulla luna (gli sminuitori paiono dire: «Se sei grande, non sei un essere umano; se sei un essere umano, la tua grandezza è finta»). Il vero “peccato originale” della civiltà umana è il sacrificio dell'innocente, animale o umano che sia, perpetuatosi fin nel cristianesimo, del quale è addirittura a fondamento. La sproporzione tra progresso tecnico e progresso spirituale nella civiltà odierna è dovuta al coincidere, in essa, della sfera dello spirito con la religione più che con la filosofia. Metaforismo: dèi come componenti della psiche. Il filosofo può usare delle favole per spiegare i concetti, il teologo usa dei concetti per dar credito a delle favole.

Geospiza difficilis septentrionalis.
Confusione realtà/mito, un grande danno della religione. Confusione speranza/illusione, e come essa attecchisca nei deboli di spirito. Necessità di fortificare lo spirito donandosi reciprocamente amore e tutto ciò di cui si abbia bisogno. Reprimere i bisogni rende le persone deboli, influenzabili e dominabili. Assurdità della mortificazione della carne. Perversioni sodomasochistiche connaturate alla repressione sessuale di matrice religiosa. Lettera di Pio V a Filippo II di Spagna, 1570: «mai pietà... uccidete, ardete, tutto vada a fuoco e a sangue purché sia vendicato il Signore» (e la filosofia di Gesù si basava sul perdono). L'uccello che meglio rappresenta la degenerazione della Chiesa: la Geospiza difficilis septentrionalis

La maga Pachita.
Il bene e il male sono in noi stessi in quanto componenti della psiche, e in noi stessi il male va affrontato, non proiettato nell'altro. Amore come cifra della voluntas Dei, metaforisticamente parlando. La Belle prière di padre Bouquerel (Preghiera semplice). Di nuovo sull'eternità dell'essere e la sua infinita energia. La questione delle guarigioni magiche o miracolose. Jodorowsky e la maga Pachita. Fenomeni statistici di coda. Utilità del ritualismo magico per effetto placebo. Diseducatività della preghiera finalizzata a ottenere favori da Dio. Il Padre nostro non è una preghiera, nell'intenzione di Gesù, ma un promemoria educativo sul perdono incondizionato.

Durante l'intervallo si è fatta visita alla statua del cardinal Bellarmino, sita nelle vicinanze di Palazzo Fazio, e si è fra l'altro narrato del suo incontro con Galilei e della lettera a Foscarini.

Krishnamurti durante il suo discorso
di scioglimento dell'Ordine della Stella.
Ommen, Olanda, 3 agosto 1929.
Il credente pur buono dà potere al papa. Il credente è in difetto gnoseologico: nei dibattiti non può essere posto, relativisticamente, sullo stesso piano del non credente. Inadeguatezza, peraltro, dei toni polemici di Odifreddi e simili razionalisti. Il giusto mezzo di Alain de Botton (vedi video). Imitatio Christi anche, se non soprattutto, da parte di non credenti. Homo homini deus. La meraviglia che l'essere sia. Noi, il massimo grado dell'evoluzione nell'universo conosciuto: non pensate agli alieni o ai futuri, ma a ciò che siamo. Miranda. L'importanza di conservare un cuore fanciullo. Che cos'è realmente, secondo Gesù, il «Regno di Dio» e dove si trova. Se fosse vissuto in un'altra epoca Gesù avrebbe parlato apertamente di scardinare le religioni. Jiddu Krishnamurti. Multireligiosità di Costantino I, il cui interesse era la coesione sociale. L'Editto di Tessalonica di Teodosio I et alii. L'inizio del medioevo.

Vignetta di Clay Butler sul relativismo,
in «Sidewalk Bubblegum» n. 150, 1997.
L'età moderna e la caduta nel razionalismo. Lo scientismo non è scientifico. Il secondo teorema di incompletezza di Gödel. La conoscenza perfetta dell'universo probabilmente è possibile solo dall'esterno dell'universo. Il blocco mentale dei materialisti, che mai accetterebbero l'idea del mondo delle pure anime. Nella Ruota assiologica palascianiana scientisti, materialisti e simili fanno anch'essi parte del campo Religione, la cui essenza è l'impermeabilizzazione delle tesi. La sfigatissima tesi dell'inesistenza della verità. L'età postmoderna e la caduta nel pensiero debole. Il relativismo ammette ogni strampalateria, fra cui nazismo, stregoneria e la stessa Chiesa; la quale dunque, nell'avversarlo, si dà la zappa sui piedi. Altro dal relativismo è cercare di comprendere, pur senza giustificarle, posizioni diverse dalle nostre. Mente rettile. Più ci si evolve e più si è fusionali anziché fagocitàli. Armonia.


La lezione n. 12 e ultima, De natura amoris et fine mundi. Come perdersi nell’altro per trovare sé stessi e fare di ogni giorno un rinascimento, si terrà sabato 22 dicembre alle ore 21.30 a Palazzo Lanza (Capua, corso Gran Priorato di Malta 25), gratis come sempre.

13 dicembre 2012

Coincidentia d'opposti insani dedali

Comunicato stampa su Ulisse nel mar delle blatte. La nave della filosofia tra la Scilla del fideismo e la Cariddi del nichilismo, undicesima puntata di Euristicon. Vi preghiamo di copiarlo, incollarlo e pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Giunge alla penultima lezione-spettacolo, la n. 11, il multievento a ingresso gratuito “Euristicon. Le nozze di Ragione e Fantasia”, a cura dell’Accademia Palasciania in collaborazione con Libreria Guida Capua e Capuanova: un viaggio straordinario in dodici puntate fra scienza, filosofia, gioco e poesia con per guida Marco Palasciano, che alterna le sue performance tra Palazzo Lanza e Palazzo Fazio. 

Alle ore 21.40 di lunedì 17 dicembre tocca a Palazzo Fazio (Capua, via Seminario 10), dove si terrà “Ulisse nel mar delle blatte. La nave della filosofia tra la Scilla del fideismo e la Cariddi del nichilismo”. Verrà qui a completarsi, non senza alati coups de théâtre, il discorso – iniziato la scorsa puntata – sui disvalori del consesso umano, in attesa dell’ultima, che invece riguarderà il valore fondamentale: la disciplina dell’amore incondizionato. Si parlerà intanto anche di quella, in iscorcio, in riferimento alla filosofia nazarena, tradita dalla maggioranza dei suoi traduttori; ma soprattutto di come la strada dell’inferno sia lastricata di buone intenzioni e cattive inferenze, vale a dire come la ricerca della verità – quando difetti la gnosis cardias o intelligenza noetica – possa condurre in vicoli ciechi che, allungati a forza di picconate ora scientiste, ora antiscientifiche, si involvono in labirinti senza speranza, a prescindere da quale sia il punto di partenza: il culto degli dèi o il culto della ratio. 

Per il calendario completo consultare palasciania.blogspot.com. Ricordiamo inoltre che, se avete libri da donare (purché non scolastici), potete recarli con voi in occasione di qualsiasi puntata di “Euristicon”, e saranno consegnati all’associazione VeraMente per la biblioteca pubblica che sta allestendo.

12 dicembre 2012

Siamo al dodici dodici del dodici

È in corso a Capua, tra Palazzo Lanza e Palazzo Fazio, il nuovo ciclo di lezioni-spettacolo a ingresso gratuito dell’Accademia Palasciania, Euristicon. Le nozze di Ragione e Fantasia. Un viaggio straordinario tra scienza, filosofia, arte e gioco con per guida Marco Palasciano, che intanto – solo per i più assidui frequentatori del suo corso – per il dialogo informale n. 2 su Euristicon si farà trovare mercoledì 12/12/12 sia dalle ore 12.00 alle 13.30 (con rito pitagorico flash alle ore 12.12 e 12 secondi), sia dalle ore 19.00 alle 20.30 (con spaghettata a seguire e, a mezzanotte, brindisi per il ventisettesimo compleanno del giubbino logoro ma tuttora in uso del Maestro), presso il Palascianeum (località segreta), dove si forniranno lumi ad approfondimento delle dieci lezioni-spettacolo già tenute, ad anticipazione della successiva, a inquadramento del programma complessivo ecc.

(Se non siete stati invitati, ci dispiace, ma si vede che siete fra coloro che hanno presenziato meno di tre volte. Però, se uno degli invitati vi raccomanda, potete anche venire, appresso a quello.)

Quanto invece alla lezione-spettacolo n. 11 (a ingresso libero per tutti), si intitolerà Ulisse nel mar delle blatte. La nave della filosofia tra la Scilla del fideismo e la Cariddi del nichilismo e si terrà lunedì 17 dicembre alle ore 21.40 a Palazzo Fazio (via Seminario 10).

Per il calendario completo di Euristicon vedi qui.

11 dicembre 2012

Malgrado tutto, è l'epoca migliore

Si è tenuta a Palazzo Lanza domenica 9 dicembre dinanzi a undici spettatori, per la durata di circa due ore e mezza, la lezione-spettacolo Fuga dal ventre del Leviatano. Pinocchio a rovescio ovvero un mondo di marionette, n. 10 del corso di filosofia palascianiana Euristicon. Le nozze di Ragione e Fantasia.

La lezione – preceduta dal solito quiz a premi (vincitore Roberto A.; premio: una pedina, «perché nella società attuale le persone sono trattate come pedine») – ha trattato dei seguenti argomenti:

Da Le avventure di Pinocchio
(1972) di Comencini.
Possesso, egoismo, conflitto. Differenza tra l'infantile (che rientra nel campo della meccanica bestiale) e il fanciullesco (che rientra nel campo dell'intelligenza onniesplorativa e dell'istanza di verità, giustizia e armonia). Una giusta azione può essere facile o difficile; un'azione facile può essere giusta o ingiusta; l'animo vile sceglie sempre la facile; l'animo nobile sceglie sempre la giusta. «Ognuno secondo le sue capacità; a ognuno secondo i suoi bisogni» (Marx); addendum: «e secondo la sua volontà». Disvalore del do ut des. Valore del dono. Donate e dimenticate. Fiscalismo. Necessità di abolire il denaro. Assurdità della ricchezza. Il lavoro alienato non nobilita l'uomo. Robot. In futuro si opererà puramente sotto la spinta affettiva. Già nel presente dovrebbero essere gratuiti tutti i beni e servizi vitali e culturali. Le risorse ci sono, ma sono male impiegate. Mala gestione del mondo della ricerca. Eredità. Capitale. Fallacia del liberismo secondo Stiglitz. Le banche secondo Mary Poppins: i due penny è meglio darli alla vecchina dei piccioni.


Chi ha per unica speranza il denaro, quando l'ottiene non ha più speranza. Vivere di elemosine è più dignitoso che lavorare per l'entertainment televisivo. Immoralità dei giochi a premi. Gossip «e simile lordura»: la vita indiretta. Oroscopi, preti, canzonette. Il pop come limite. La schiavitù dell'audience. «Ogni mass medium è inesorabilmente diretto verso la fogna» (George Gilder, La vita dopo la televisione, 1994). Obsolescenza tecnologica versus riciclo. Continenti di immondizia. Miseria della logica di mercato. Miseria della logica di potere. Politica come arte del compromesso: con la massa, con le multinazionali, con i poteri religiosi ecc. Lotta agli inceneritori e altro attivismo. Natura e civiltà.


Dal fascino guerriero al fascismo guaio nero. La legge del più forte confligge con la legge dell'amore. Omicidio rituale nelle iniziazioni alle società criminali. Paradiso e inferno come luoghi della psiche. Confluenza di etica e psicopatologia nel discorso sul male. La parte assiologica dell'equazione della verità. Gli spazi del bene e del male nella visione oggettiva e soggettiva. L'Ombra di Jung. Per cambiare il mondo è necessaria l'educazione filosofica. Non vi è felicità senza libertà, non vi è libertà senza temperanza. I vizi capitali da Aristotele a Evagrio Pontico a Gregorio Magno. Bisogni alienati. Un mondo di marionette (1980) di Bergman. La pratica teatrale è utile a decostruire i bisogni alienati aggirando i blocchi censorii del superego ecc. Ironia sull'errore. Indecostruibilità dell'amore autentico, aurea medaglia, e del suo nero rovescio, il dolore autentico. Comicità volgare come valvola di sfogo della repressione sessuale.

Calibano, quasi Ombra junghiana, in un gioco teatrale.
Smascheramento dell'ipocrisia. Cantus Circæus (1581) di Bruno. Combinatoria delle idee giuste o ingiuste e credute o non credute. «Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste» (Martin Luther King). Superiorità dell'etica sulla legge. L'interesse dell'avvocato non è la verità. Il sistema legale bada agli accidenti più che alla sostanza. Burocrazia. Il punire è sadismo travestito da morale. Insensatezza dei concetti di punizione e di vendetta. La punizione a freddo come perversione della ragione: al contrario l'ira, pur se non una valida giustificazione, sarebbe una valida motivazione. Multa. Carcere. L'esperimento di Zimbardo del 1971. L'errore del trattare cose fluide come fossero solide. Potere: il più tremendo veleno. Comunità coatte. I pro e i contro dell'indossare una divisa. Automutilazione spirituale per bisogno di appartenenza. Patria potestà. Bambini resi storpi dai genitori per mandarli a chiedere l'elemosina. Maupassant, La madre dei mostri (1883). Castrati. Prostituzione minorile. Circoncisione e infibulazione. La Scilla dell'istinto e la Cariddi delle regole.

Nobiltà dell'individualità e ignobiltà dell'egoismo. Il valore della disobbedienza. Ferdinando Palasciano precursore della Croce Rossa alla battaglia di Messina (1848). Un'idea può avere valore universale anche se condivisa da una minoranza. Curve gaussiane, mediocrità della maggioranza, democrazie pericolanti. Necessità di rendere tutti sapienti e saggi almeno in minima misura. Paradossi elettorali: dalla cristallizzazione del voto dei morti al voto retrattile e conseguente ingovernabilità. Il frutto dell'ignoranza. Pressione sociale. Le Bon, Psicologia delle folle (1895). La gente permise a Hitler di uccidere milioni di innocenti, la gente non permette alle donne di abortire perché così dice il papa. Dividere le persone non è il modo di arrivare a una soluzione. Illusione della razza pura. Delirio nazionalista. Storia manipolata. «Quando sento la parola cultura, metto mano alla pistola» (Baldur von Schirach). Lyotard e il disprezzo postmoderno verso il sapere per il sapere. La società liquida secondo Bauman. Confini. Deumanizzazione. Apartheid. Caccia alle streghe. Illusione del combattere il male proiettandolo negli altri. Identità comune a un livello superiore: l'olos. Ama il tuo nemico.

Le tradizioni sono cartapesta. I giochi dei bambini valgono più di usanze millenarie. Viltà del relativismo culturale. Follia dell'uccidere e del lasciarsi uccidere per motivi religiosi. Caratteristica dell'epoca contemporanea è la rimonta degli integralismi. Equilibrio tra forze del male: il mercato può tamponare la religione, la religione può tamponare il crimine, ecc. La religione come puro strumento politico: vedi Jan Assmann, Potere e salvezza (2000). Lo sventramento delle tradizioni e la ristrutturazione del mondo. Necessità di calma e freddezza. Le ragioni dell'ottimismo: l'attuale epoca di transizione ci appare peggiore solo grazie all'accresciuta coscienza civile, che aumenta le nostre pretese di un'autentica giustizia, e alla maggiore copertura mediatica, che altera la percezione della quantità dei crimini. Necessità di un'ampia visione, distaccata dall'evenemenzialità contingente.


La lezione n. 11, Ulisse nel mar delle blatte. La nave della filosofia tra la Scilla del fideismo e la Cariddi del nichilismo, si terrà lunedì 17 dicembre alle ore 21.45 a Palazzo Fazio (Capua, via Seminario 10), gratis come sempre.

5 dicembre 2012

Il mondo è per lo più gabbia di matti

Comunicato stampa su Fuga dal ventre del Leviatano. Pinocchio a rovescio ovvero un mondo di marionette, decima puntata di Euristicon. Vi preghiamo di copiarlo, incollarlo e pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.

Dettaglio dalla copertina del Leviatano di Hobbes, 1651.

Continuando a intrecciare i suoi fili policromi, componendo una tela dal disegno sempre piú definito, giunge alla lezione-spettacolo n. 10 il multievento a ingresso gratuito “Euristicon. Le nozze di Ragione e Fantasia”, a cura dell’Accademia Palasciania in collaborazione con Libreria Guida Capua e Capuanova: un viaggio straordinario in dodici puntate fra scienza, filosofia, gioco e poesia con per guida Marco Palasciano, che alterna le sue performance tra Palazzo Lanza e Palazzo Fazio.

Alle ore 21.30 di domenica 9 dicembre tocca a Palazzo Lanza (Capua, corso Gran Priorato di Malta 25), dove si terrà “Fuga dal ventre del Leviatano. Pinocchio a rovescio ovvero un mondo di marionette”. Si entra con questa puntata nel territorio dell’antropologia e della sociologia, concentrandosi particolarmente sugli aspetti politici, economici, giuridici e massmediatici (la religione, ciliegina sulla ritorta, sarà argomento di una puntata a sé). Dal potere che pota al denaro che denutre, dalle Càriti in postribolo alle carceri e al patibolo, dal razionalismo al nazionalismo, dalla lotta di classe alla botta di clacson, dall’entertainment televisivo all’entelechia senza telos, assisteremo, slittando nel fiabesco, alle avventure del novissimo Pinocchio, unico essere umano in un mondo di automi alienati, ai quali ben si attagliano i versi di Dante: «O insensata cura de’ mortali,/ quanto son difettivi sillogismi/ quei che ti fanno in basso batter l’ali!» (Par. XI 1-3). 

Otto giorni dopo, lunedì 17 dicembre, toccherà a Palazzo Fazio (via Seminario 10) e alla lezione-spettacolo n. 11: “Ulisse nel mar delle blatte. La nave della filosofia tra la Scilla del fideismo e la Cariddi del nichilismo”. Per il calendario completo consultare palasciania.blogspot.com

Ricordiamo inoltre che, se avete libri da donare (purché non scolastici), potete recarli con voi in occasione di qualsiasi puntata di “Euristicon”, e saranno consegnati all’associazione VeraMente per la biblioteca pubblica che sta allestendo.

«La tempesta» ben palascianizzata

Si è tenuta a Palazzo Fazio lunedì 3 dicembre dinanzi a ben ventiquattro spettatori (tredici dei quali si sono anche improvvisati attori), per la durata record di circa tre ore e un quarto, la lezione-spettacolo Prospero contro Coppelius. Laboratorio teatrale, n. 9 del corso di filosofia palascianiana Euristicon. Le nozze di Ragione e Fantasia.

La lezione è stata preceduta dal solito quiz a premi (vincitore Andrea D.; premio: una statuina d'avvoltoio, «perché l’arte moderna si ciba dell’arte antica»). Si è quindi passati ai giochi di riscaldamento del corpo e della mente (tutti nuovi rispetto a quelli sperimentati nella puntata analoga dell'anno scorso, Il mirino di Amleto), come segue (servizio fotografico di Carolina Pragliola):

Durante il gioco n. 1.

Gioco n. 1: Gioia, tristezza, paura ecc.
Per cominciare, si è andati deambulando per la sala, prendendo confidenza con gli spazi e nel contempo evocando varie emozioni e stati d'animo, a seconda delle indicazioni del mastro dei giochi, ora concentrandosi in sé stessi, ora interagendo: imbarazzo e ilarità (incrociando gli sguardi altrui), gioia (pensando a una persona cara), tristezza (pensando a parenti serpenti, amici traditori, ex che spezzano il cuore ecc.), atarassia (concentrandosi sull'idea di un cristallo scintillante), inquietudine (allo scurirsi del cristallo), simulazione di paura e disgusto nei confronti degli altri.

Gioco n. 2: Conflitto e riconciliazione
Si è poi stimolata l'aggressività, per mezzo del semplice espediente di spingersi ripetutamente e sgarbatamente l'un l'altro, lasciandosi anche andare a qualche insulto, per infine annullare tutti i sentimenti negativi in un abbraccio pacificatore.

Durante il gioco n. 3.

Gioco n. 3: Socio-geometria dinamica
Ripreso a deambulare, si è pensato con quali due persone, fra i presenti, si sarebbe voluto essere se ci si fosse trovati a naufragare su un'isola deserta in cui dover restare anni; senza farlo loro intendere, si è proceduti muovendosi in direzione del punto equidistante fra i due; ma il mastro prendeva ogni tanto qualcuno e lo deviava avviandolo verso una parete, toccata la quale si poteva tornare a viaggiare nella giusta direzione.

Gioco n. 4: Tormentata costruzione di un cerchio
Quindi il mastro ha scelto una persona e, suggello un breve abbraccio, le si è connesso; quella a sua volta aveva da connettersi alla persona che più le andasse a genio; e così via, formando una molecola umana con tutti i presenti e saldandola in cerchio. A questo punto l'ultimo scelto, in realtà non scelto se non per esclusione, ha potuto esprimere il proprio scontento avviando un sommesso ringhio cui a rotazione tutti si sono uniti, mutando quindi il ringhio corale in un «Aaaa» la cui intensità saliva o scendeva a seconda del gesto del mastro, e concludendo con un urlo liberatorio. Sciolto l'abbraccio collettivo, ma restando in cerchio, l'ultimo scelto ha indicato chi avrebbe scelto prima se avesse potuto; questi ha lasciato il proprio posto (i due cui era vicino si sono allora scambiati un abbraccio per ricucire il cerchio) e si è collocato fra il suo sceglitore e il mastro (scambiando con lui un abbraccio per l'ultima ricucitura).

Nel cerchio.

Gioco n. 5: «Mi fido di te; che pensi di me?»
Ci si è seduti in cerchio, nelle stesse posizioni di poc'anzi. Partendo dal mastro e proseguendo in direzione scelto-sceglitore, ciascuno ha detto il proprio nome, quindi è stato brevemente presentato dal suo vicino, finché non si sono presentati tutti.

Gioco n. 6: Sonata empatica
Il cerchio ha votato, selezionando tre persone, ispirandosi alle quali il nostro pianista ha improvvisato una sonatina in tre tempi, senza svelarne prima le corrispondenze; i presenti hanno quindi dovuto indovinare, a sonata finita, a chi corrispondesse ciascun tempo.

Palasciano con le opere di Shakespeare.

Dopo un intervallo, per tutto il resto della serata ci si è dedicati a improvvisare una riduzione della Tempesta di Shakespeare palascianizzata – cioè contaminata con elementi della saga di Coppelius (figura di derivazione hoffmanniana ricorrente nei poemetti dendrosintetici di Palasciano) e ambientata in una ucronia in stile steampunk (siamo nell'Ottocento ma su Napoli regna ancora una dinastia aragonese: non ci sono stati né il viceregno spagnolo né i Borbone) – in una decina di quadri (dovevano essere tredici, ma per l'assottigliarsi del tempo se n'è dovuto tagliare via qualcuno: peccato soprattutto per la cerimonia olografica dell'atto IV, col suo «Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni»), con facoltà per ciascun attore d'interpretare diverse parti, e per ciascuna parte d'essere interpretata da diversi attori (Alessia V., Andrea D., Antonio D., Damian S., Domenico C., Edoardo S., Francesco L., Mary M., Pasquale V., Roberto A., Roberto B., Rosa P., Sabrina S.). Quadri realizzati:

Il nostromo impartisce ordini ai marinai
sulla nave durante la tempesta.
1. Atto I, scena I.

2. Atto I, scena II. Prospero narra a Miranda di come furono esiliati da Milano, e di come giunti sull'isola egli conobbe il professor Coppelius, che vi aveva il proprio laboratorio; dapprincipio collaborarono, poi Coppelius svelò i suoi piani diabolici e Prospero fu costretto a metterlo in condizione di non nuocere, ponendolo in ibernazione dentro una tomba di vetro; ecc.

3. Facciamo la conoscenza di Ariele e Calibano.
– Il primo è un'intelligenza aliena incorporea che Coppelius teneva prigioniera in un cubo, e, liberata da Prospero, si è posta al suo servizio, col suo potere sugli elementi atmosferici e sulla mente umana, che può ingannare con perfette illusioni olografiche.
– Il secondo, bestiaccia incline ai più bassi istinti, è una sorta di homunculus creato da Coppelius, ed è usato da Prospero per i servizi più umili.

Ferdinando immobilizzato dalla mano invisibile di Ariele.

4. Ferdinando catturato.

5. Atto II, scena I.

Sebastiano si risolve a pugnalare Alonso addormentato.

6. Atto II, scena II. Calibano incontra Stefano e Trinculo e propone loro di aiutarlo a liberare Coppelius dalla sua tomba di vetro: da solo non potrebbe, dato che occorrono tre persone per azionare contemporaneamente tre distanziati pulsanti. In cambio, promette, essi riceveranno da Coppelius molto oro; quanto a lui, si accontenterà di avere Miranda per sé, e che Coppelius uccida Prospero.

Calibano in azione. Qui, come durante il resto dell'improvvisata
rappresentazione, Palasciano contemporaneamente fa da suggeritore
e dà indicazioni registiche in tempo reale.

Miranda o Olimpia?
7. Al posto dell'atto III, scena I, tagliata per far prima, si inscena questo quadro: Prospero sottopone Ferdinando e Miranda a due prove d'amore.
– Nella prima, Ferdinando è sedotto da Olimpia, un automa costruito da Coppelius, in grado di assumere le fattezze di Miranda (così come il Maschinenmensch di Metropolis assumeva quelle di Maria); e non riesce a distinguere Olimpia da Miranda finché non si benda gli occhi, giacché il potere delle illusioni di Coppelius agisce attraverso la vista.
– Nella seconda prova, Ferdinando scompare e al suo posto compaiono via via diverse sue presunte reincarnazioni: un altro bel ragazzo, poi un essere simile a Calibano, poi un vecchio, una donna, un cane, un topo, un ragno... infine Prospero porge a Miranda un cubo nel quale è contenuta, dice, l'anima di Ferdinando, il cui corpo è distrutto; e Miranda riesce a provare amore perfino per il cubo, vincendo così la prova; e ricompare Ferdinando, che in realtà non era mai mutato, essendo stata tutta un'illusione.

8. Finale dell'atto IV: Calibano conduce Stefano e Trinculo nel laboratorio di Coppelius, ma prima che possano trovarne la cosiddetta tomba di vetro Ariele scatena contro i tre un branco di mastini olografici, mettendoli in fuga.

Prospero.
9. Atto V, scena I. Con la variante che Ferdinando e Miranda non giocano a scacchi, ma agli anagrammi; e Prospero dà quindi da anagrammare a tutti i presenti una mezza frase, il cui anagramma ne comporrà la seconda parte. Ed eccola, la frase completata:

L'unità nello specchio: forse Prospero...
non è altro che il professor Coppelius.

Insomma non vi è alcuna «tomba di vetro» se non lo specchio, e Prospero e Coppelius sono la stessa persona; ma, giacché ha perdonato i suoi nemici, ora tutti ben dovranno perdonare anche lui, dei passati crudeli esperimenti.

10. Atto V, epilogo.


La lezione n. 10, Fuga dal ventre del Leviatano. Pinocchio a rovescio ovvero un mondo di marionette, si terrà domenica 9 dicembre alle ore 21.30 a Palazzo Lanza (Capua, corso Gran Priorato di Malta 25), gratis come sempre.

27 novembre 2012

Laboratorio di teatro gratis

Comunicato stampa su Prospero contro Coppelius. Laboratorio teatrale, nona puntata di Euristicon. Vi preghiamo di copiarlo, incollarlo e pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.

Una scena dalla puntata analoga dell'anno scorso, Il mirino di Amleto.

Giunge alla lezione-spettacolo n. 9 il multievento a ingresso gratuito “Euristicon. Le nozze di Ragione e Fantasia”, a cura dell’Accademia Palasciania in collaborazione con Cooperativa culturale Capuanova e Libreria Guida Capua: un viaggio straordinario in dodici puntate fra scienza, filosofia, gioco e poesia con per guida Marco Palasciano, che alterna le sue performance tra Palazzo Lanza e Palazzo Fazio. 

Alle ore 21.30 di lunedì 3 dicembre tocca a Palazzo Fazio (Capua, via Seminario 10), dove si terrà “Prospero contro Coppelius. Laboratorio teatrale” (puntata simmetrica rispetto alla n. 5, consistita in un laboratorio di scrittura). Tutti gli spettatori in cui nascerà la voglia di mettersi in gioco saranno coinvolti in appassionanti esperienze psicodrammatico-improvvisative – fra lanci di dado e slanci pianistici, piani diabolici e mimesi dianoica, mitopoiesi abbracciacosmo e abbraccioterapia, teratoi e altri toy – culminanti infine nella messinscena estemporanea della “Tempesta” di Shakespeare palascianizzata.

Per il calendario completo consultare palasciania.blogspot.com. Ricordiamo inoltre che, se avete libri da donare (purché non scolastici), potete recarli con voi in occasione di qualsiasi puntata di “Euristicon”, e saranno consegnati all’associazione VeraMente per la biblioteca pubblica che sta allestendo.

Giovedì ci si aggiorna; e lunedì...

Giovedì 29 novembre ore 19.00
Accademia Palasciania
in collaborazione con Libreria Guida Capua
presenta

DIalogo informale n. 1 su «Euristicon»

con Marco Palasciano

È in corso a Capua, tra Palazzo Lanza e Palazzo Fazio, il nuovo ciclo di lezioni-spettacolo a ingresso gratuito dell’Accademia Palasciania, Euristicon. Le nozze di Ragione e Fantasia. Un viaggio straordinario tra scienza, filosofia, arte e gioco con per guida Marco Palasciano, che intanto – per chi desiderasse dialogare con lui – si farà trovare giovedì 29 novembre alle ore 19.00 a Palazzo Lanza (corso Gran Priorato di Malta 25), sul divano della libreria Guida Capua, dove potrete chiedergli lumi ad approfondimento delle otto lezioni-spettacolo già tenute, ad anticipazione della successiva, a inquadramento del programma complessivo ecc.

Una scena dalla puntata analoga
dell'anno scorso, Il mirino di Amleto.
Quanto invece alla lezione-spettacolo n. 9, si intitolerà Prospero contro il professor Coppelius. Laboratorio teatrale e si terrà lunedì 3 dicembre alle ore 21.30 non a Palazzo Lanza ma a Palazzo Fazio (via Seminario 10), sul cui palco tutti gli spettatori in cui nascerà la voglia di mettersi in gioco saranno coinvolti in appassionanti esperienze psicodrammatico-improvvisative – fra lanci di dado e slanci pianistici, piani diabolici e mimesi dianoica, mitopoiesi abbracciacosmo e abbraccioterapia, teratoi e altri toy – culminanti infine nella messinscena estemporanea della Tempesta di Shakespeare palascianizzata.

Attenzione: per evitare che, intanto, giovedì Palasciano venga a vuoto in libreria, cortesemente vi chiediamo di inviargli un messaggio per avvisarlo della vostra presenza all’incontro di aggiornamento, tramite e-mail o facebook. In assenza di “prenotazioni”, infatti, se ne resterà a casa ad almanaccare fra i suoi libroni. Ma basterà anche la presenza d’un solo interlocutore, se confermata, a fargli prender cappello e bastone e trascinarsi fino a Palazzo Lanza. Altrimenti, ci si vedrà direttamente lunedì a Palazzo Fazio.

Per il calendario completo di Euristicon vedi qui.

Ingresso gratuito

25 novembre 2012

La veste data dalla mente all'anima

Molti non sono bravi a psicoanalizzare
le persone... ;) ma se anagrammiamo
“la psicoanalisi”, che cosa otteniamo?
“il Palasciano sì”.

Si è tenuta a Palazzo Lanza il 25 novembre dinanzi a sedici spettatori, per la durata record di circa tre ore, la lezione-spettacolo Il mosaico di Psiche. Ricognizione e ricostruzione dell'umano, n. 8 del corso di filosofia palascianiana Euristicon. Le nozze di Ragione e Fantasia.

La lezione – arricchita, quanto a giochi, da una variante di Lupus in tabula ispirata al romanzo di fantascienza L'incubo dei Syn di Raymond F. Jones (vincitore Edoardo S.), oltreché dal solito quiz a premi (vincitrice Milena G.; premio: un temperamatite, «visto che parliamo spesso di temperatura di colore, del Clavicembalo ben temperato e dei quattro temperamenti») – ha trattato dei seguenti argomenti:

Isomorfismo e linguaggio
Isomorfismo tra genoma e soma. Isomorfismo tra forme viventi. Il numero delle zampe dei serpenti è due per zero. La medicina è statistica. Isomorfismo linguistico e traduzione. Scomposizione in morfemi di una frase tradotta in lingue diverse, e loro intabellamento a evidenziarne quanto vi è di isomorfico. Come inventare lingue artificiali.

La mente è come un computer, ma l'anima non è riducibile alla mente
Un diagramma di flusso.
Il linguaggio logico-computazionale applicato all'analisi psicologico-comportamentale: esempi di algoritmi (dalla iperphilopoda regina al combattimento di Tancredi e Clorinda). Soggetto esperiente. Presenza reale e virtuale. Stati emotivi complementari sommabili algebricamente e non sommabili. Maturazione dell'individuo ed evoluzione del suo software mentale. Interpretazione dei deficit cognitivi come mancanza di specifiche linee di programma o intere subroutines. Psicoterapia come debugging. Lesioni cerebrali e resilienza olografica. Falsità dell'idea che l'uomo userebbe solo una minima parte delle sue potenzialità cerebrali. Possibile spiegazione scientifica delle premonizioni e di fenomeni analoghi. Descrittivo e normativo. Clinamen ovvero libero arbitrio. Errata interpretazione dei dati delle neuroscienze da parte del materialista fanatico.

Rifrazione della luce
attraverso un prisma.
Una definizione di psiche
Psicologia, psichiatria e psicoterapie sono relative non all'anima ma alla mente e dovrebbero perciò più correttamente definirsi noologia, nooiatria e nooterapie; ma per salvar capra e cavoli, ossia terminologia in uso e senso proprio, si può intendere la psiche come «la veste che la mente dà all'anima, rifrangendo la sua luce in un'iride». Analoga ridefinizione di soma: «la veste che il corpo dà all'anima» ovvero il corpo in vita ed espressione. La collezione di maschere psichiche di un individuo. La coscienza o, per meglio dire, l'anima (che può pure trovarsi in istato d'incoscienza) non emerge dal sistema neurale (analogia: quando sogni di essere un ragno, non è la tua coscienza a emergere dal corpo aracneo).

Mente, realtà e sogno
Simbolismo onirico. Differenza base fra universo materiale e sogno: il primo è organizzato intorno alla coerenza delle proprie leggi, il secondo si compone di frammenti incoerenti che la mente collega a comporre una storia. Tesi, da lasciar fra parentesi, che in realtà anche l'universo materiale sia una pura costruzione mentale. Horror vacui della mente e sua abilità nel completare schemi lacunosi (vedi per es. il punto cieco della rètina o i colori extraspettrali). I casi clinici riportati da Oliver Sacks in L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello (1985). Legame fra struttura e memoria. Cultura orale. Tesi dell'evoluzione demiurgica dell'universo come selezione di ciò che è armonioso e dunque più facile e piacevole da memorizzare, a scapito del caos.

Gioco, speranza e amore
Dal mondo delle pure anime l'anima disincarnata può osservare sé stessa incarnata nel mondo materiale. La speranza come ragion d'essere del mondo materiale e del Gioco dell'incarnazione. Come amare un mostro: la Bella, la Bestia e la lacrima di puro amore. Filia e parafilia: una questione di empatia (presente o assente) e di affetto per l'integrità altrui (sostituito nella parafilia con feticismo, reificazione e violenza). La filosofia nazarena e il sabotaggio della meccanica della vendetta. Amare l'universo anche se è imperfetto, amare la vita anche se c'è la morte. Il quinto dei Proverbi di Ungaretti.

La trasformata e l'antitrasformata
di Fourier.
Sensazioni, emozioni e sentimenti
Dai sensi ai qualia, ai segni, alle emozioni. Ormoni ed enzimi. Analogia fra timbro musicale e stato emotivo-sentimentale: gli armonici della psiche. Dai quattro temperamenti di Ippocrate alla ruota emozionale di Plutchik. Se riconosciamo l'amore è perché siano capaci di amore, idem l'odio ecc., ovvero «abbiamo dentro di noi angeli e dèmoni». Banalità del male. Sommo bene come adesione al telos dell'armonia. Necessità di un contegno freddo davanti al male, in stile medico-chirurgico. Educazione e «seconda natura» aristotelica. Natura probabilistica del comportamento umano.

«Il mondo è bello perché è vario»
Isomorfismo amoroso. Omofobia e terapie pseudo-riparative di Nicolosi e simili. Le abitudini sessuali dei Marind-anim della Nuova Guinea: «La loro vita sessuale era esclusivamente omosessuale sia tra i maschi sia tra le femmine. L'unico accoppiamento eterosessuale, che avveniva una volta all'anno, serviva soltanto ad assicurare la discendenza» (Ernst Bornemann, Lexikon der Liebe, 1984).

Non tutta la follia è dentro il male, ma tutto il male è dentro la follia
Teseo uccide il Minotauro.
Differenza tra irrazionale (semicerchio sinistro della ruota assiologica palascianiana) e follia (connaturata al semicerchio inferiore, ma in grado di corrompere anche il semicerchio superiore). Fobie e manie. Carenza empatica e carenza sistemica. Apofenia e cecità ai segni. Errori cognitivi secondo Beck. Effetti collaterali dell'eccesso di potere. Psicopatologia del totalitarismo. «Le cose sono possibili o impossibili, lecite o illecite, dovute o facoltative; il folle, il malvagio, credono cose impossibili, e negano che il possibile sia possibile, e negano la giustizia e bellezza di cose sacrosante, e spacciano per sacre cose ingiuste, o non necessarie, e non vogliono fare ciò che è necessario per il bene del mondo». Capro espiatorio e sacrifici rituali in genere. Il mito di Teseo nel labirinto come fine dei sacrifici (benché vi si sacrifichi il Minotauro). La proiezione sull'altro del mostro che è in noi. I falsi mostri nell'Ombra junghiana. Come evitare sofferenze inutili e, all'estremo, stragi familiari: rigettare ogni compromesso libidico-affettivo e relative finzioni. Desideri autentici e desideri alienati. Ciò che, se realizzato, sarebbe male, non lo è se resta pura fantasia. Tolleranza dell'errore.

Filosofia in e out
Stephen Toulmin: recuperare la saggezza del Rinascimento; necessità di una filosofia che si preoccupi dei problemi pratici della vita umana. Alto e basso nella Commedia dantesca. La buona filosofia ogni tanto si fa anche una bella risata. Miseria della filosofia postmoderna e sua caricatura: The Postmodernism Generator (a ogni ricaricarsi della pagina si avrà un diverso testo generato automaticamente da un software).

Il sofà su cui Freud psicoanalizzava i suoi pazienti.
La cura della psiche
Se a guarire non bastano né filosofia, né diaristica, né arte, né riso, né affetti, non resta che ricorrere a psicologia, psichiatria, psicoterapie. Validità o meno delle varie terapie nella casistica generale e nel caso singolo. Ciarlatani ed effetto alone. Teorie strampalate (che gli extraterrestri rapiscano regolarmente esseri umani e li sottopongano a esperimenti, che si possa essere invasati da spiriti ultraterreni, che il mondo sia pieno di poteri magici ecc.), tecniche semplicistiche e altre spie dell'invalidità delle «terapie folli». Utilità di tarocchi e astrologia come meri giochi maieutici.

Epilogo
Inutilità dell'intraprendere una cura se non si è realmente desiderosi di farlo. Il rispetto dell'altro secondo Albert Schweitzer: di coloro che amiamo non dobbiamo pretendere di conoscere tutto.


La lezione n. 9, Prospero contro il professor Coppelius. Laboratorio teatrale, si terrà lunedì 3 dicembre alle ore 21.30 a Palazzo Fazio (Capua, via Seminario 10), gratis come sempre.

24 novembre 2012

Psicologia e altre meraviglie

Comunicato stampa su Il mosaico di Psiche. Ricognizione e ricostruzione dell'umano, ottava puntata di Euristicon. Vi preghiamo di copiarlo, incollarlo e pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


Superato il collo di clessidra della settima lezione-spettacolo (dedicata alle questioni centrali sull’universo), giunge all’ottava il multievento a ingresso gratuito “Euristicon. Le nozze di Ragione e Fantasia”, a cura dell’Accademia Palasciania in collaborazione con Libreria Guida Capua e Cooperativa culturale Capuanova: un viaggio straordinario in dodici puntate fra scienza, filosofia, gioco e poesia con per guida Marco Palasciano, che alterna le sue performance tra Palazzo Lanza e Palazzo Fazio. 

Alle ore 21.30 di domenica 25 novembre tocca a Palazzo Lanza (Capua, corso Gran Priorato di Malta 25), dove si terrà “Il mosaico di Psiche. Ricognizione e ricostruzione dell'umano”. Tema base: la nostra mente, le sue sfaccettature, le sue spaccature e le relative cure fra psicologia, psichiatria e psicoterapie, dalla psicoanalisi allo psicodramma. La puntata n. 8 ha infatti da essere speculare alla n. 6, che ha trattato degli intelletti sani e del loro slancio nella ricerca della verità. Si parlerà ora di inganni e autoinganni, sensi di colpa e sofferenze senza senso, sogni concentrici e realtà decentrate; ma anche di linguaggi e labirinti, armoniche e virtú, speranza e amore. 

Otto giorni dopo, lunedì 3 dicembre, toccherà a Palazzo Fazio (via Seminario 10) e alla lezione-spettacolo n. 9: “Prospero contro il professor Coppelius. Laboratorio teatrale”, simmetrica rispetto alla n. 5, consistita in un laboratorio di scrittura. 

Per il calendario completo consultare palasciania.blogspot.com. Ricordiamo inoltre che, se avete libri da donare (purché non scolastici), potete recarli con voi in occasione di qualsiasi puntata di “Euristicon”, e saranno consegnati all’associazione VeraMente per la biblioteca pubblica che sta allestendo.

23 novembre 2012

La puntata centrale di «Euristicon»

Si è tenuta a Palazzo Fazio lunedì 19 novembre dinanzi a undici spettatori, per la durata eccezionale di quasi tre ore, la lezione-spettacolo Il caleidoscopio di Maya. Ontologia, cosmologia, biologia, n. 7 del corso di filosofia palascianiana Euristicon. Le nozze di Ragione e Fantasia.

La lezione-spettacolo – arricchita quanto a giochi dalla costruzione di un sociogramma di Moreno a fini abbraccioterapici, oltreché dal solito quiz a premi (vincitore Giampaolo B.; premio: una sfera, simbolo della speranza) – ha trattato dei seguenti argomenti:

Paul Karl Feyerabend.
Deontologia gnoseologica
Si deve tacere su ciò che non si conosce, se è conoscibile, ma se è inconoscibile (temi metafisici) si può parlarne, purché non si pretenda che la propria tesi sia recepita come una realtà assodata (abuso tipico del pensiero religioso). «Se una teoria scientifica non ti convince, siedi sulla riva del fiume e aspetta: prima o poi vedrai passare la sua confutazione». Scientismo e sua autocontraddittorietà. Errata interpretazione dei dati delle neuroscienze da parte del materialista fanatico. Possibilità di più teorie a partire da un medesimo insieme di dati. Feyerabend (Contro il metodo, 1975): «Non c’è alcuna idea, per quanto antica e assurda, che non sia in grado di migliorare la nostra conoscenza».

Julian Barbour.
Vertigini ontologiche
Questione della causa dell'essere. Tesi della possibilità infinita. Questione della causa della possibilità infinita. Effetti senza causa. Questione di ciò che ne impedirebbe la manifestazione sintopico-sincronica totale; di contro, tesi della Platonia di Barbour (vedi video su La fine del tempo: I, II). Simmetria ideale della totalità degli enti possibili e suo paragone con la sfera di Runge e con la spirale degli armonici musicali. Tesi su come al principio (se vi è un principio) il puro essere semplicemente sia, senza necessità né volontà, e come al sustanziarsi della materia ben regolata esso assuma volontà e tenda alla complessità, quindi alla vita e alla sua evoluzione. Tesi contraria: l'essere è sempre stato tutto in uno.

La sfera dei colori di Philipp Otto Runge.
Leggi universali
Il principio causale (se non è un'illusione come nella tesi di Hume) non può essere valido in tutta la realtà, non essendoci nulla oltre il tutto. Tesi dell'isolamento dell'universo fisico nelle proprie leggi, impermeabilmente alla “magia” da cui avrebbe avuto origine. Impossibilità dell'errore nelle leggi fisiche. Possibilità dell'errore nelle meccaniche biologiche. Varietà delle cause delle mutazioni genetiche nelle forme viventi: errore casuale, volontà autopoietica inconscia della forma vivente stessa, volontà cosciente dello scienziato eugenetista. Perfettibilità del mondo. Competizione fra specie, fra individui, fra impulsi in uno stesso individuo. Tutto è determinato e al tempo stesso libero, se si consideri la realtà come una Platonia barbouriana e le anime come soggetti d'un percorso in essa. Dubbio sull'invarianza delle leggi fisiche nel tempo e conseguente paragone fra Big Bang e punto di ribaltamento dell'immagine riflessa in uno specchio sferico concavo, a rinverdimento della tesi dello stato stazionario.

Palasciano mitografo dendroanalitico
durante Il caleidoscopio di Maya.
Foto di Carolina Pragliola.
Universo o multiverso?
Una possibile dendroanalisi dell'universo: la categorizzazione degli oggetti fisici dal punto di vista umano. Trionfo dell'amore universale. Lo Sfero di Empedocle. Tesi del multiverso. Tesi degli infiniti maggiori e minori, ovvero di come il numero degli eventi dei singoli universi proceda più rapidamente del numero di creazioni di universi simili al nostro, dal che deriverebbe che ogni evento è unico e irripetibile.

Demiurgia: leggerezza e armonia
Nesso tra l'idea di struttura e l'idea di leggerezza (esempio: risulta pesante memorizzare la sequenza «Ca che del di di e la me mi mmin na nel no o per ra ra ri ri ri scu sel smar stra ta ta tro tta u va vai vi via zzo», ma risulta leggero memorizzare la sequenza «Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita», sebbene ambedue siano composte dalle stesse sillabe). Tesi demiurgica della legge della sensata leggerezza ovvero della storia coerente. Una possibile dendroanalisi della gamma degli infiniti enti possibili, ovvero un esempio di mitologia gnostica: enti caotici ed enti armonici, forme e spiriti, dormienti eterni e potenze, caogeni e demiurghi, demiurghi di potenza finita e demiurgo di potenza infinita (che cancellerebbe all'istante tutti gli enti caotici, tutti i caogeni e tutti gli universi caotici, e comporrebbe il migliore degli universi possibili).

Antiche maschere romane
da tragedia e commedia.
Trialismo anima-mente-corpo
Correzione del mind-body problem in soul-mind-body problem. L'anima è il soggetto, cosciente o incosciente che esso sia. Irriducibilità dell'anima tanto al corpo, che essa telecomanda o meglio extracomanda (come un avatar in un gioco di realtà virtuale), quanto alla mente. La mente è una mera sorta di tracciato inciso nel corpo, e l'anima la segue (virtualmente) come per es. una puntina segue il solco di un giradischi (ma con una certa dose di clinamen). Dilemma del DNA artificiale. Tesi della sufficienza della strutturazione organica al fine dell'instaurarsi della connessione tra un'anima e un corpo (ci sarebbe un'anima per ogni particella, atomo, molecola, cellula, organismo). Tesi dell'uguaglianza di tutte le anime dietro la maschera dei corpi e delle menti. Tesi solipsista. Argine al solipsismo: così come è incredibile che possa esistere anche una sola anima, eppure sicuramente esiste, è incredibile che ne possano esistere molte, ergo la loro molteplicità non è impossibile.

Varietà dei piani dimensionali della realtà
Tesi: ci sono almeno tre piani dimensionali della realtà (l'anima si troverebbe in tutti e tre nello stesso istante, così come sognando ci si trova sia dentro il sogno sia nel proprio letto):
● universo, ovvero mondo delle anime incarnate (è materiale, locale e temporale);

● mondo delle pure anime (è immateriale, alocale e temporale, ma il suo tempo è indipendente dal tempo dell'universo, sebbene i due tempi vengano a sovrapporsi quando è in corso il Gioco dell'incarnazione, dal punto di vista di una data anima in gioco);

● mondo del puro essere (è alocale e atemporale, a modo di Platonia barbouriana). 
(Questo schema ternario è il più semplice immaginabile, tuttavia i piani dimensionali intermedi fra universo e realtà ultima potrebbero essere anche più di tre, così come in geometria sono possibili figure anche a quattro, cinque o molte più dimensioni.) Il tempo dell'universo, dal punto di vista delle pure anime, è cristallizzato come per le anime incarnate lo è la successione dei fotogrammi in una pellicola cinematografica. Le anime sono eterne, essendo essere, il quale è eterno o non sarebbe affatto. L'atemporalità del mondo del puro essere consente la deroga al principio causale, garantendo così che l'essere sia. 

Giochi olimpici di Londra 2012:
il keniota Kemboi, vittorioso,
sollevato fra le braccia dal rivale
francese Mekhissi-Benabbad.
Dall'energia ontica all'energia simbolica
Infinita energia del puro essere. La realtà contingente si curva intorno al desiderio, ma soprattutto quello inconscio; dal che deriva l'inutilità della preghiera, probabilmente, salvo come tecnica rilassante. Daimoku. Energia morale prodotta da atti simbolici come l'abbraccio e il sorriso. La Liù pucciniana (vedi Turandot): «Perché un dì nella reggia mi hai sorriso». L'altro come specchio che consente all'essere di conoscere sé stesso («Non è che, se ami l’altro, è perché è te; è che, se ami te stesso, è perché tu sei l’altro»). L'amore come gioia che l'essere sia.

Intervallo
Durante l'intervallo non si è proiettato alcun video; tuttavia qui nel post ne linkiamo a uno, più audio che altro, atto a fornire dati su Liù e a separare le due parti della lezione, così che vi ben riposiate prima di leggere il resto:


Il teatro della mente
I qualia. Colori, suoni ecc. non sono presenti negli oggetti percepiti (né nel corpo che li percepisce) ma, insieme con le emozioni, sono latenti nell'anima, dove vengono suscitati dagli algoritmi della mente, che tramite i sensi del corpo acquisisce i segnali della realtà circostante (concreta o virtuale che sia) e li processa, tanto a livello percettivo (nei limiti della sensibilità soggettiva; per es. il cieco non percepisce i segnali luminosi) quanto interpretativo (interpretazione tanto fenomenologica quanto assiologica, nei limiti della cognitività soggettiva; per es. alcune menti autistiche non dispongono delle subroutines di decodifica delle espressioni facciali; es. simile: vedi agnosia). Tesi per cui ciascuna diversa emozione è come un'unica fonte di “luce” che si specchia identica in tutte le anime (variazione: non fonte ma filtro).

Il Gioco dell'incarnazione
Tesi a rovesciamento della prospettiva consueta delle neuroscienze: l'anima non emerge dal sistema neurale, ma vi si immerge come un onironauta in una vasca di deprivazione sensoriale. «Gli occhi sono paraocchi». Nel mondo delle pure anime non si necessita di organi di senso, e i qualia sono esperiti immediatamente, contemporaneamente e totalmente, candida coincidentia oppositorum. La fortuna attuale della tesi dell'universo come videogame non è da ascrivere a un presunto diffuso regresso emotivo all'età dei giochi (come opinano i misoneisti ludofobi), ma piuttosto al fatto che il progresso tecnico-scientifico fa emergere schemi profondi quale il ludus totale. Disagi dovuti ai limiti della materia e, tuttavia, considerazione che il gioco valga la pena. Necessità di non sapere con certezza che sia un gioco, per non guastarlo. Falsità di ogni presunta rivelazione divina e, conseguentemente, di ogni religione fondata su essa.

Il pugno proteso dal basso in alto (a
prescindere da se siamo comunisti o
no) ben simboleggia la volontà della
coscienza che, in nome dell'armonia
universale, sfida i limiti della
mera meccanica per destituire
la logica dell'alienazione.
L'evoluzione biologica
Entropia e sintropia. Destituzione di fondamento della teoria creazionistica, alla luce per es. del fenomeno dei trasposoni e di come il nostro genoma sia un mosaico contenente anche pezzi di genoma dei virus che contaminarono i primi mammiferi (fu così che i mammiferi acquistarono la placenta). Negazione, d'altro canto, del determinismo cieco. Tesi più plausibile: l'evoluzione delle forme viventi è diretta dall'intelligenza autopoietica inconscia delle forme stesse, in continua sperimentazione euristica e apprendimento crescente. Possibilità che la durata di una singola vita si estenda a migliaia di anni allorché il raggio d'azione della specie d'appartenenza non rimanga più limitato al solo pianeta d'origine. Nobiltà di intelletto e volontà, a superamento della mera meccanica naturale. Bellezza di ogni stadio evolutivo: non ha senso dolersi di essere forme intermedie, perché quel che conta è l'entelechia.

Il galata morente, copia marmorea
romana di una scultura bronzea
di Epigono del III sec. a.C.
Ubi est, mors, victoria tua?
Il timore della morte non va esorcizzato (con credenze religiose) ma superato. Progresso umano e relativo tesoro d’arte e di pensieri, formatosi nei secoli e che si spera continui per omnia sæcula a dare forma a un’alta idea. Fine dell'universo secondo la scienza attuale. Di contro: eternità dell'istante, osservato dalla giusta prospettiva. Analoga coincidenza di personale e universale. Le diverse tesi possibili a spiegazione del genio musicale innato: metempsicosi, memoria mundi, inconscio collettivo ecc. Consolazione utile nell'ipotesi che si viva una volta sola: le qualità spirituali della persona amata vivono anche in altre persone, e le differenze fisiche non sono che una maschera; dietro la molteplicità degli uomini si cela l'essenza dell'uomo, della vita, dell'essere; il che, inoltre, rende possibile l'amore universale.

Pollon che, nel finale dell'omonimo
manga, diventa dea della speranza.
La madre dell'universo: la speranza 
«Mi premerebbe intanto soccorrere quanti si considerano delle merde e vorrebbero suicidarsi per la vergogna di sé. Prima di tutto, sentirsi cosí è buon segno: significa che si è già sulla strada del cambiamento, che non si accetta piú l’errore in cui si stava prima tranquillamente, e che si è pronti a migliorare. Poi, se vi sentite frustrati perché non riuscite a migliorare, dovete prima di tutto liberarvi del senso di colpa. In ogni caso non siete merda, mai; al limite siete diamanti coperti di merda. Il corpo e la mente possono essere marci, ma non intaccano in nessun modo la purezza dell’anima». L'amore rende sopportabili tutte le imperfezioni e le tristezze dell'universo; deve perciò venire posto a fondamento dell'etica. La vita stessa non sarebbe mai iniziata, né l'universo stesso, se non per la certezza o almeno la speranza nel futuro instaurarsi dell'amore universale: «Ed è piú bello, io credo, se non è una certezza ma una speranza, essendo in ciò il bello di ogni gioco».


La lezione n. 8, Il mosaico di Psiche. Ricognizione e ricostruzione dell'umano, si terrà domenica 25 novembre alle ore 21.30 a Palazzo Lanza (Capua, corso Gran Priorato di Malta 25), gratis come sempre.