20 marzo 2013

Gioco e poesia contro la paranoia

Comunicato stampa sull'incontro n. 4 del Nuovo laboratorio euristico. Vi preghiamo di copiarlo, incollarlo e pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.

Pianta di Castel del Monte.

Intorno a quale segreta struttura si va organizzando il discorso del Nuovo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell’Accademia Palasciania? Si confrontino i temi delle diverse puntate, e uno schema emergerà.

Intanto dalla Londra vittoriana della terza puntata, sulla cui cupa e frigida scacchiera si sono fronteggiati Sherlock Holmes e il folle professor Coppelius, per la quarta ci si sposterà al sole della Sicilia e della poesia alle origini della letteratura italiana. Alla corte di Federico II di Svevia si incontrerà, fra gli altri, il capuano Pier delle Vigne, ucciso dalla paranoia di chi amava e reso immortale dal canto XIII dell’Inferno dantesco. Lectura Dantis, esperimenti di scrittura, giochi sulla fiducia in sé e negli altri e sul senso del vivere: questo e altro vi aspetta per le ore 18.00 di domenica 24 marzo nella sala eventi della Libreria Ex Libris, a Palazzo Lanza (Capua, corso Gran Priorato di Malta 25).

Il laboratorio, completamente gratuito, continuerà a svolgersi settimanalmente tra qui e altre location capuane e circumvicine, in collaborazione con più enti, da marzo a luglio 2013. Sarà possibile inserirsi in qualsiasi momento del percorso. Ogni puntata si articola in un primo tempo di lezione-spettacolo e un secondo tempo di giochi comunicativi e sperimentazioni teatrali, poetiche, musicali ecc.

In palasciania.blogspot.com si potrà leggere di volta in volta il resoconto delle puntate precedenti e l’annuncio delle successive. Per ulteriori informazioni contattare Marco Palasciano in facebook o al 3479575971.

18 marzo 2013

Sherlock Holmes contro il professor Coppelius

Domenica 17 marzo si è tenuta in Capua, a Palazzo Lanza, Londra 1889: Sherlock Holmes contro il professor Coppelius, la puntata n. 3 del Nuovo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell'Accademia Palasciania, alla presenza di 15 partecipanti, per la durata di circa tre ore e mezza incluso l'intervallo con buffet (offerto da Alessia V., sotto le specie di due torte rustiche e una torta dolce, e da Giuliana C., recante spumante).

La puntata n. 4 (vedi qui) si terrà domenica 24 marzo alle ore 18.00 nuovamente a Palazzo Lanza (Capua, corso Gran Priorato di Malta 25) e precisamente nella sala eventi della libreria Ex Libris. Tutto gratis, come sempre.

La regina Vittoria.
Durante la puntata n. 3, intanto, Marco Palasciano nel primo tempo ha tenuto una lezione-spettacolo consistente per buona parte in una cronologia 1876-1901, concentrata principalmente sulle sorti dell'impero britannico ma anche sulla guerra epistemica tra positivismo (Frege, Renan...) e antipositivismo (Bergson, Le Roy...), fino al battesimo della meccanica quantistica con Planck e ai funerali della regina Vittoria, dalla cui incoronazione a Imperatrice d'India si era partiti. Sono stati inoltre menzionati, tra l'altro, i dispositivi antimasturbazione dell'epoca vittoriana; La razza ventura di Edward Bulwer-Lytton; Iside svelata di Madame Blavatsky; la dimostrazione, a opera di Lindemann, dell'impossibilità della quadratura del cerchio; il Museo delle Cere di Madame Tussaud; Lo strano caso del dottor Jeckyll e mister Hide di Stevenson; i freak show e Joseph Merrick, l'Uomo Elefante; Uno studio in rosso di Doyle, prima avventura di Holmes; le prostitute di Londra e Jack lo squartatore; La macchina del tempo di Wells; il processo a WildeDracula di Stoker. E si sono recitate una parte della poesia palascianesca Nel frigido corpetto vittoriano, la III (Come avvenne che la figlia di Lord Hicks ebbe il cuore sostituito da un meccanismo a orologeria affinché il padre potesse controllarne meglio i sentimenti), nonché l'intera In un lago di sangue e d'ingranaggi.

Nel secondo tempo ci si è dedicati a un gioco investigativo-teatrale, dove era da inscenarsi un racconto fantastico ambientato nella Londra di fine marzo 1889, con per antagonisti Sherlock Holmes e il professor Coppelius. (Metodo: improvvisazione corretta in tempo reale dal coordinatore, in funzione di regista e suggeritore, con ciascun attore a poter interpretare vari ruoli – al variar della scena – e ciascun ruolo a poter essere interpretato da vari attori.) I primi due quadri erano preordinati:
1. Sherlock Holmes riceve la visita di una giovane dama che lo invita a seguirla in carrozza, bendato, in un luogo ignoto, dove lo aspetta una persona altolocata per esporgli un caso della massima gravità.

2. Nel luogo ignoto, che Holmes dai rumori e odori percepiti in carrozza ha capito essere Buckingham Palace, la persona altolocata si svela essere la regina Vittoria; e la dama di cui sopra è la sua dama di compagnia, Lady Olimpia.
La regina mostra a Holmes quello che a prima vista sembra essere un cadavere: una sua domestica che si è inceppata, e si è cosí scoperta essere un automa.
Holmes intuisce trattarsi dell’opera del diabolico professor Coppelius, un genio criminale che ha preso il suo nome d’arte dal personaggio della novella di Hoffmann L’uomo della sabbia (vedi puntata n. 1).
I quadri dal terzo in avanti sono stati composti via via, per creazione collettiva. Tra i partecipanti è stata distribuita una trentina di indizi e ipotesi, scritti su altrettanti foglietti, in base a cui ispirarsi per suggerire al coordinatore gli elementi costitutivi delle varie scene.

Fotogramma dal film di Alfred L. Werker
Le avventure di Sherlock Holmes, 1939.
Alcuni esempi di indizi e ipotesi: – Che fine ha fatto la figlia di Lord Hicks, quella dal cuore sostituito con un organo meccanico? – Chi indirizzò il giovane Holmes, una decina d’anni fa, a prendere abitazione in Baker Street? C’entra qualcosa il fatto che in quella via ci fosse il Museo delle Cere di Madame Tussaud? E in ogni caso, come mai cinque anni fa il museo è stato trasferito in un’altra via? Davvero soltanto per mancanza di spazio? – Coppelius ha abitualmente sfruttato Lord Hicks, esercitando su di lui poteri ipnotici, per finanziare i propri piani. Ciò ha accresciuto la demenza perversa di Lord Hicks, il quale infine si trova ricoverato in manicomio. E se si facesse visita in manicomio a Lord Hicks? La sua mente malata potrebbe conservare un barlume di dati utili. – La regina Vittoria è stata di recente al Royal London Hospital a fare visita a Joseph Merrick, l'Uomo Elefante. In tale occasione tra il personale dell’ospedale era probabilmente nascosto il professor Coppelius, o un suo scherano, travestito da medico o infermiere. E ha fatto qualcosa. – La Torre Eiffel, che tra qualche giorno sarà inaugurata a Parigi, potrebbe servire da gigantesca antenna, per la ricezione o trasmissione di qualcosa di terrestre o forse addirittura extraterrestre. – Le carestie che hanno devastato l’India nel 1876, e poi l’Inghilterra nel 1878, non sono state per cause naturali. Qualcuno ha effettuato esperimenti nel sottosuolo. – Qualcuno ha segni sul collo che potrebbero far pensare al morso di un vampiro?
Prostitute vittoriane.
3. Per strada due rozze prostitute, Nelly la Fresca (cosí detta perché ultrasessantenne) e Molly, attendono i clienti, discutendo intanto di Jack lo squartatore che qualche mese fa uccise cinque di loro, e che l’una teme sia ancora in circolazione, mentre l’altra ritiene sia ormai morto.
Sopraggiungono Holmes e Watson per interrogarle, messi su tale pista dai monelli che abitualmente Holmes sguinzaglia come ricercatori di informazioni nei bassifondi di Londra. Pare infatti che una delle due prostitute sia stata testimone dell’apparizione di uno strano essere acquatico nel Tamigi.
Molly, saputo che Watson è dottore, gli chiede un appuntamento per farsi visitare, soffrendo di vagina purulenta.
Un monello arriva urlando che è riapparso il mostro.

4. Avendo trovato sulla riva del Tamigi, nel luogo dell’ultima apparizione di misteriose creature acquatiche, un arcano maggiore dei tarocchi, Holmes, riconosciuto da quale mazzo provenga, si reca dall’ambigua cartomante Madame Melyssa, sua vecchia conoscenza.
Dal dialogo con la cartomante, che gli fa le carte, Holmes ricava il sospetto che la stessa regina Vittoria possa in realtà essere un automa (vedi Basil l’investigatopo).

Un momento della scena n. 5.
5. Holmes e Watson si recano dalla regina. Holmes, essendo a conoscenza di un metodo per smascherare gli automi di Coppelius, si è portato il violino: occorre difatti generare un suono di una determinata frequenza.
Lady Olimpia, mentre Holmes produce la giusta nota, inizia a fremere, quindi ha uno scatto d’ira robotica e infine si blocca.
Esaminando l’automa, Holmes trova in una sua tasca una lente d’ingrandimento identica alla solita che egli ha con sé. Comprende che è avvenuto uno scambio, probabilmente quando la dama venne a cercarlo a casa all'inizio della storia; e di aver avuto con sé finora una lente costruita da Coppelius appositamente per distorcere la sua percezione.
Intanto la regina si domanda, angosciata, che fine possa aver fatto la vera Lady Olimpia.
Forse la regina avrà risposta, ma gli spettatori no, in quanto per concludere la storia entro la serata si rende necessario un grosso salto narrativo, giungendo direttamente alle due scene finali.
6. Le indagini di Holmes lo hanno portato al manicomio in cui è rinchiuso Lord Hicks.
Costui, che è in camicia di forza allorché gli fanno visita, nel suo delirio fornisce un indizio: «Coppelius batte sempre, batte la pietra»…
Holmes e Watson, tastando le pietre della cella, scoprono un passaggio segreto, attraverso il quale raggiungeranno – tramite una serie di cunicoli che si snoda nel sottosuolo londinese – il laboratorio sotterraneo del professor Coppelius.

Un possibile sviluppo della storia di Holmes contro
Coppelius: Londra semidistrutta per un'esplosione.
7. Qui è Coppelius in persona, che immediatamente fa catturare Holmes e Watson da due sue creature.
Holmes viene legato su una poltrona, sopra la quale dal soffitto va discendendo lentamente un trapano destinato a perforargli il cervello.
Intanto Coppelius spiega il piano. Le sue ricerche lo hanno portato a scoprire che i vaticinii degli oracoli come la Sibilla di Delfi (vedi puntata n. 2) erano un effetto secondario dell’energia misteriosa promanata da una sostanza presente in alcuni punti del sottosuolo terrestre, da lui chiamata coppelite. Cosí come la cavorite del professor Cavor – nel romanzo di Wells I primi uomini sulla luna – annulla la gravità, la coppelite distorce il tempo.
Scoperto un giacimento di coppelite sotto Londra, e precisamente – ironia della sorte – sotto il precisissimo Big Ben, nei cui pressi ora ci troviamo, Coppelius ha pianificato di provocare una esplosione in questo punto, in modo da liberare tutta l’energia della coppelite. Tale energia fluirà attraverso l’etere fino a Parigi, alla Torre Eiffel, che sta per essere inaugurata e che fungerà da gigantesca antenna, convogliando il flusso cronoplastico in un accumulatore sottostante, che infine Coppelius userà per alimentare la macchina del tempo da lui costruita, con la quale potrà compiere a suo piacimento i piú efferati crimini nel passato e nel futuro.
Coppelius sta per lasciare il laboratorio, dove tra poco esploderà tutto e intanto il cervello di Holmes verrà trapanato; ma ecco che Holmes riconosce in uno dei due automi, o presunti tali, la figlia di Lord Hicks: non un automa, ma un ibrido umano-automa, il capolavoro di Coppelius.
Coppelius si compiace, allora, di narrare della triste sorte della figlia di Lord Hicks: il padre fece uccidere il giovane di cui ella era innamorata, e incaricò Coppelius di cavarle il cuore e sostituirlo con un meccanismo a orologeria affinché non provasse piú sentimenti. Il tono di Coppelius si fa satanico nell’esprimere il suo godimento al ricordo di tali delitti, giacché egli odia l’amore.
Ma intanto, al riudire la propria storia, alla figlia di Lord Hicks sfugge una lacrima: è il segno del risveglio del suo ultimo residuo di umanità, grazie al quale ha la forza di ribellarsi a Coppelius lasciando libero Watson, che cosí può correre a salvare Holmes dalla sedia della morte, mentre ella si occupa di neutralizzare l’automa, tutto ciò mentre Coppelius è distratto dal proprio stesso racconto.
Coppelius viene afferrato da Holmes e Watson; ma con un trucco illusionistico riesce a fuggire, lasciando al proprio posto solo un'oscura nuvola di fumo.
A questo punto occorre disinnescare la bomba. La figlia di Lord Hicks, finora silente, riesce – con qualche difficoltà – a profferire parola, avvisando Holmes che occorre guardare al «cuore degli ingranaggi». Dunque al centro degli ingranaggi del Big Ben?
Ma Holmes intuisce che la fanciulla voleva dire in realtà «gli ingranaggi del cuore»: è ella stessa la bomba, e quello è il timer. Per impedire l’esplosione occorre che il suo cuore meccanico sia fermato, ma ciò la ucciderà. Ed ella si sacrifica, preferendo la morte a una vita da semiautoma.
Holmes e Watson staccano dal petto della figlia di Lord Hicks il cuore meccanico, che così si arresta. L’esplosione non avverrà. Tutto è compiuto.
Non resta che versare due pietose lacrime per la sventurata fanciulla.
E a chiudere il resoconto della divertentissima puntata n. 3 del nostro laboratorio euristico, non ci resta che menzionare gli interpreti dell'improvvisata commedia investigativa. In ordine di apparizione: Luisa F. (Sherlock Holmes), Edoardo S. (il dottor Watson), Anna L. (Lady Olimpia e il dottor Watson), Giuliana C. (la regina Vittoria), Luciana D. (la domestica-automa e Nelly la Fresca), Grazia M. (Molly), Francesco L. (il dottor Watson e l'automa nel laboratorio sotterraneo), Ivan M. (un monello), Marika A. (Madame Melyssa e la figlia di Lord Hicks), Alessia V. (Sherlock Holmes), Marco P. (Lord Hicks e il professor Coppelius).

13 marzo 2013

Meraviglia barocca o filosofica?

Comunicato stampa sull'incontro n. 3 del nuovo laboratorio euristico. Vi preghiamo di copiarlo, incollarlo e pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.


È ormai ben avviata la barocca odissea del nuovo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell’Accademia Palasciania. Dopo aver trattato nelle prime due puntate di meraviglia filosofica e relax, dell’unità del cosmo, di lenti e specchi magici, di automi, di sciamani e di Sibille,
La regina Vittoria.
nella terza puntata ci si sposterà – lasciato il monte Parnaso e il santuario di Delfi – in una Londra steampunk, di un’età vittoriana reinventata, sulla cui scacchiera – fumosa non si sa se di smog o del fiato draghesco di Pitone redivivo – si fronteggeranno il folle professor Coppelius e Sherlock Holmes, le cui indagini finiranno col tramutarsi in un descensus ad inferos. 


L’appuntamento è per le ore 17.45 di domenica 17 marzo nella sala eventi della libreria Ex Libris, a Palazzo Lanza (Capua, corso Gran Priorato di Malta 25). Il laboratorio, completamente gratuito, continuerà a svolgersi settimanalmente tra qui e altre location capuane e circumvicine, in collaborazione con più enti, da marzo a luglio 2013. Sarà possibile inserirsi in qualsiasi momento del percorso.

Ogni puntata si articola in un primo tempo di lezione-spettacolo e un secondo tempo di giochi comunicativi e sperimentazioni teatrali, scrittorie, musicali ecc. In palasciania.blogspot.com si potrà leggere di volta in volta il resoconto delle puntate precedenti e l’annuncio delle successive. Per ulteriori informazioni contattare Marco Palasciano in facebook o al 3479575971.

11 marzo 2013

La Sibilla e altri media spirituali

Domenica 10 marzo si è tenuta in Capua, a Palazzo Lanza per il primo tempo (della durata di circa un'ora) e nel Palascianeum per il secondo tempo (di circa un'ora e mezza), La maieutica delle Sibille. Quando l'Ombra ci illumina, la puntata n. 2 del Nuovo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell'Accademia Palasciania, alla presenza di 16 partecipanti.

La puntata n. 3 (vedi qui) si terrà domenica 17 marzo alle ore 18.00 a Palazzo Lanza (Capua, corso Gran Priorato di Malta 25) e precisamente nella sala eventi della libreria Ex Libris. Tutto gratis, come sempre.

Durante la puntata n. 2, intanto, Marco Palasciano nella prima parte ha tenuto una lezione-spettacolo che ha trattato dei seguenti temi:

La Sibilla delfica dipinta da Michelangelo nella Cappella Sistina.

Maieuti e sciamani
Maieutica socratica. Se possa la diànoia stimolare la nóesis, e in generale se un'educazione alla nóesis sia possibile. Il divinare come allegoria del dar voce a una componente profonda della propria psiche. Jung tra Ombra, sincronicità e tarocchi. Contiguità di gioco e magia. Quintessenza e oneness. Se sia più illusorio il pensiero magico o lo scientismo. L'esperienza di Jodorowsky con la maga Pachita. Come la medicina occidentale debba fingersi una magia più potente della psicobolia, per salvare gli affatturati. L'effetto Quesalid (vedi qui, capitolo 5.). Il feedback interpersonale.

Le Sibille
Il santuario di Delfi, a piè del monte Parnaso, nel mito (dal diluvio allo spaccio di Pitone) e nella storia (secondo Diodoro Siculo). L'omphalos. Lo gnôthi seautón. Viola Amarelli, Notizie dalla Pizia (2009), di cui si sono lette le parti III (La pragmatica), V (La ribelle) e X (I fedeli). Gli Oracoli sibillini e la “cristianizzazione” delle Sibille (vedi per es., nel territorio di Capua, la Sibilla Eritrea tra gli affreschi della basilica benedettina di Sant'Angelo in Formis). La Sibilla Cumana e le sue sentenze perse «al vento ne le foglie lievi» (Par. XXXIII 65) tra l'Eneide e la gabbietta da cicala. Il descensus ad inferos.

Nella seconda parte ci si è dedicati ai seguenti giochi:

Gioco dello specchio magico
Ciascuno a turno ha scrutato brevemente tutti gli altri negli occhi e ha quindi scelto una persona, da fissare per un minuto negli occhi, come in uno specchio magico nel quale cercare non una risposta ma una domanda. Le domande sono state via via scritte su altrettanti biglietti, e questi sono stati deposti in un'urna. In contemporanea, al fine di ottimizzare i tempi, si è svolto il gioco della dendrosintesi.

Gioco della dendrosintesi
A partire da una comune base di 16 frammenti di frasi estratti a caso da un libro, ciascuno ha sintetizzato un diverso messaggio, quindi tutti i messaggi sono stati commentati dall'assemblea. Si è infine scelto, con una votazione, il più abile commentatore. Questi ha poi svolto, nel gioco dell'oracolo, un ruolo analogo a quello del sacerdote che a Delfi assisteva il richiedente nel decifrare i vaticinii della Sibilla.

Gioco dell'oracolo
Dopo un'invocazione ad Apollo (Par. I 13-36), pronunciata dal mastro dei giochi reggendo una ciotola di foglie d'alloro, alle domande emerse dal gioco dello specchio magico (estratte dall'urna in ordine casuale) si è risposto con la bibliomanzia: di volta in volta, il mastro apriva a caso il volume degli opera omnia di Shakespeare, e il “sacerdote” poc'anzi eletto aiutava a interpretare il responso, cioè il passo sui cui il dito del mastro, sempre a caso, si posava, e che il mastro declamava, e la cui pertinenza è parsa spesso impressionante.

5 marzo 2013

Tra nuovi amici e tra le eterne idee

Comunicato stampa sull'incontro n. 2 del nuovo laboratorio euristico. Vi preghiamo di copiarlo, incollarlo e pubblicarlo ovunque; e grati vi saremo, in eterno e all'estremo.

Il nuovo laboratorio euristico: un viaggio straordinario tra gioco, teatro, poesia,
filosofia, psicologia ecc. in compagnia di Marco Palasciano e tanti nuovi amici.

Giunge alla seconda puntata il nuovo multievento dell’Accademia Palasciania: un laboratorio di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia che si svolgerà da marzo a luglio lungo l’arco d’una ventina di puntate settimanali, in varie location di Capua e dintorni, in collaborazione con più enti. Sarà possibile inserirsi in qualsiasi momento del percorso. Tutto gratis, come sempre.

Se ricordate La grande ruota delle umane cose (2010), De natura mundi (2011) ed Euristicon (2012), sapete già che cosa aspettarvi. Basti aggiungere che si farà un po’ meno lezione frontale e un po’ più di giochi comunicativi, psicologia, teatro, scrittura, musica ecc.

L’appuntamento di questa settimana è per le ore 18.00 spaccate di domenica 10 marzo nella sala eventi della Libreria Ex Libris, a Palazzo Lanza (Capua, corso Gran Priorato di Malta 25). In palasciania.blogspot.com si potrà leggere di volta in volta il resoconto delle puntate precedenti e l’annuncio delle successive. Per ulteriori informazioni contattare Marco Palasciano in facebook o al 3479575971.

4 marzo 2013

Le illusioni del professor Coppelius

Domenica 3 marzo si è tenuta in Capua, nel Palascianeum, Illusionismi e specula veritatis. Come salvarsi dall'Uomo della Sabbia e dallo stress della vita postmoderna, la vera e propria puntata n. 1 del Nuovo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell'Accademia Palasciania, alla presenza di 14 partecipanti, per la durata eccezionale di circa quattro ore inclusa la cena (completata da un dessert offerto dalla nostra Vicepresidente Margot Tafuri a differita celebrazione del suo genetliaco).

La puntata n. 2 si terrà domenica 10 marzo alle ore 18.00 a Palazzo Lanza (Capua, corso Gran Priorato di Malta 25) e precisamente nella sala eventi della libreria Ex Libris, che chiuderà alle 20.00, dopodiché ci si sposterà nel Palascianeum per qui completare la puntata e pascersi di un eventuale buffet. Tutto gratis, come sempre.

Hieronymus Bosch, Il prestigiatore, 1502 ca.
Notare sulla sinistra il ladro che approfitta della distrazione del pubblico.

Durante la puntata n. 1, intanto, Marco Palasciano nella sua lezione frontale ha trattato principalmente della differenza tra lo stupore di fronte a una stupenda verità e lo stupore degli stupidi che si lasciano illudere dagli illusionisti. Più particolareggiatamente: della meraviglia filosofica, del saper vedere il consueto come nuovo, della possibilità di avviare la composizione del mosaico della verità da qualsiasi punto, del collegamento fra tutte le parti della realtà in analogia ai frammenti olografici, dell'importanza della pace mentale per armonizzarsi col
tutto e intelligerlo noeticamente («pensare alle contingenze del quotidiano, invece, ci restringe la consapevolezza, e rende più piccola e isolata la nostra stessa esistenza»), dello stress, della corretta respirazione, del rilassamento muscolare, del tempo per pensare, dei «difettivi sillogismi» che «fanno in basso batter l'ali» (Par XI 2-3), dei ciarlatani, del professor Coppelius, delle lenti epistemiche deformanti, degli specchi magici, del guardarsi negli occhi, dello psicodramma e del gioco della dendrosintesi, inoltre dando recita di due suoi testi poetici: In un lago di sangue e d'ingranaggi (1995) e la parte I di Ora che l'odio spezza le molecole (2011).

Si è quindi passati ai giochi comunicativi e al teatro. Per cominciare si è usato il gioco della molecola (vedi il paragrafo Tormentata costruzione di un cerchio nell'articolo Avviato il laboratorio euristico) per stabilire l'ordine in cui le persone avrebbero proceduto nel gioco seguente.

Una piccola intervista rilassata. A turno ciascuno si è seduto su una poltrona posta al centro della sala e, massaggiato fra capo e collo e spalle dalla sua «persona di fiducia» (il successivo “atomo” della suddetta “molecola”), ha risposto a cinque semplici domande postegli dal mastro dei giochi (che gli sedeva accanto, in stile da psicoanalista, appuntando i dati su una tabella):
● Come ti chiami?
● Nella vita che cosa fai di costruttivo?
● Nella vita che cosa fai di distruttivo?
● Qual è la cosa più brutta del mondo?
● Qual è la cosa più bella del mondo?
Messi da parte i dati raccolti (il cui succo verrà poi estratto e raffinato per essere utilizzato in qualche successiva puntata), a tutti è stato chiesto, dopo un momento di silenzio mentale favorito da una musica rilassante, di pensare alla persona la cui intervista avesse in loro suscitato il maggior coinvolgimento emotivo.

Ritratti musicali. Ciascuno ha scritto su un biglietto il nome della persona pensata e lo ha inserito in un'urna. Completata tale votazione segreta, il nostro pianista, ispirandosi alle tre persone più votate, ha improvvisato altrettanti pezzi musicali, al termine di ciascuno dei quali il pubblico ha dovuto indovinare a chi la musica fosse ispirata.

Teatro. Quindi le tre suddette persone sono state incaricate di formare tre gruppi, e ciascun gruppo è stato incaricato di organizzare, in una decina di minuti, la diversa rappresentazione di una medesima scenetta, basata sul seguente canovaccio (liberamente ispirato alla novella di Hoffmann L'uomo della sabbia):
Siamo in un Ottocento steampunk, in Napoli, a casa del dottor Spallanzani, insigne scienziato. Personaggi: il giovane Nataniele, l’automa Olimpia, il mite professor Spallanzani, il diabolico professor Coppelius, un eventuale domestico.

Nataniele è pazzo d’amore per la bella Olimpia, senza sapere che essa è un automa. Si reca da lei, con dei fiori, a casa di quello che crede essere il padre di Olimpia e che ne è invece uno dei due costruttori, Spallanzani, professore di Nataniele all’università.

Spallanzani riceve Nataniele, poi lo lascia da solo con Olimpia; i due “innamorati” siedono su un divano. Da dietro una tenda, Spallanzani e Coppelius osservano divertiti il corteggiamento, commentando tra loro. Come può Nataniele non essersi accorto che quella è solo un automa? semplice: Coppelius, recandosi una volta a casa sua travestito da venditore di barometri e cannocchiali, ha sperimentato su di lui le sue lenti ipnotiche, che annebbiano le facoltà cognitive (quel binocolino).

Olimpia intanto non parla, se non per qualche sospiro musicale (ma può anche scapparle qualche cric croc o altro suono meccanico, anche scambiabile per una scorreggia). A un certo punto però si inceppa e resta innaturalmente immobile. Allora rientrano in scena, allarmati, i due scienziati, fregandosene di Nataniele allibito, come se non ci fosse; e cercano di rimettere in sesto Olimpia, ribaltandola, maneggiandola come una bambola, aprendola e usando su di lei un trapano e altri strumenti.

Nataniele, sconvolto dalla scoperta che essa non è che una pupattola di legno e cera e ingranaggi, compatito e deriso dai due scienziati, impazzisce e li aggredisce; tutto finisce in rissa; infine Nataniele è sopraffatto e viene portato al manicomio.

Come d'uso, il nostro docente di drammaturgia, regia e recitazione è intervenuto durante la messinscena sia come suggeritore, sia con correzioni di postura degli attori fatte al volo, manu propria, senza interromperli. Per infine spiegare, al termine della messinscena, gli eventuali errori drammaturgici, registici e recitativi, e come ovviarvi.

Le messinscene avrebbero dovuto essere tre ma, essendosi fatto tardi, vari attori dovendo fuggire e altri infine preferendo ridursi a puri spettatori, i tre gruppi si sono ridotti a uno, e una è stata la messinscena.