26 settembre 2016

Della nona stagione il calendario

L'Accademia Palasciania
in collaborazione con Architempo, Capuanova, Creso cultura e civiltà, Komar, Pro Loco
presenta

M A I E U T I C O N

Festival-laboratorio palascianiano n. 9
di scienza, filosofia, poesia, arti varie,
gioco e umana armonia


Il festival-laboratorio, nono della serie iniziata nel 2009, si articolerà in nove puntate che si terranno alle ore 18.00 di tutte le domeniche dal 9 ottobre al 4 dicembre 2016 [aggiornamento: per cause di forza maggiore l'ultima puntata è stata rimandata all'11 dicembre], a Capua, di volta in volta in uno di questi tre diversi «spazi della cultura e della fantasia»:
● Biblioteca di Palazzo Lanza, corso Gran Priorato di Malta 25 (puntate nn. 1, 4, 7)
Palazzo Fazio, via Seminario 10 (puntate nn. 2, 5, 8)
● Biblioteca Francesco Garofano Venosta, Palazzo della Gran Guardia, piazza dei Giudici 6 (puntate nn. 3, 6, 9)
Ciascuna puntata si comporrà in primis di una lezione-spettacolo di Marco Palasciano, in secundis di giochi e di sperimentazioni artistiche (fra teatro, scrittura ecc.) cui potranno partecipare le persone presenti. Il tutto, come sempre, completamente gratis.

Per conseguire il diploma di Maieuticon bisognerà aver partecipato ad almeno 6 incontri.

Nel calendario qui sotto, cliccare sui quadratini per visionare i resoconti delle puntate già tenute. O gli annunci, laddove non abbiamo avuto ancora il tempo di scrivere i resoconti.

(Notare che i titoli delle puntate n. 1 e n. 2 sono l’uno l’anagramma dell’altro; lo stesso accade fra i titoli di n. 3 e n. 6, di n. 4 e n. 5, di n. 7 e n. 8, e fra il titolo della n. 9 e il sintagma che lo completa: «nella più totalizzante visione di insieme».)

Comunicato stampa sull'inaugurazione: vedi qui.

Per ulteriori informazioni contattare il 3479575971 o Marco Palasciano in Facebook.

Palasciano in Gran festa per Amleto e Don Chisciotte, laboratorio teatrale tenutosi durante Gli
spazi della cultura e della fantasia
. Palazzo Fazio, 23 aprile 2016. Foto di Salvatore De Maio.

Parte I
Emozione

1. Amore. Che il sole del Bene vi arrida
Palazzo Lanza, domenica 9 ottobre (60° evento palascianiano in tale sede)

2. Orrore. Da echi di belve al Male in sé
https://palasciania.blogspot.com/2016/10/buon-viaggio-e-in-bocca-allhomo-homini.html Palazzo Fazio, domenica 16 ottobre (40° evento palascianiano in tale sede)

3. Riso. Uomini-bestia e paurelle d'eroi
https://palasciania.blogspot.com/2016/10/e-dopo-amore-e-orrore-arriva-il-riso.html Palazzo della Gran Guardia, domenica 23 ottobre (30° evento palascianiano in tale sede)

Parte II
Pensiero

4. Empirìa. Lo scienziato invii l'esploratore
https://palasciania.blogspot.com/2016/10/de-observatione-mundi-aureus-tractatus.html Palazzo Lanza, domenica 30 ottobre

5. Irrazionale. Ivi oracoli, templi, pitonesse
https://palasciania.blogspot.com/2016/11/il-centro-oscuro-della-nostra-vita.html Palazzo Fazio, domenica 6 novembre

6. Teoresi. O sublime idea, l'iperuranio!
https://palasciania.blogspot.com/2016/11/la-puntata-piu-attesa-di-maieuticon.html Palazzo della Gran Guardia, domenica 13 novembre

Parte III
Racconto

7. Contenuto. Falso ma reale (dati rigorosi)
https://palasciania.blogspot.com/2016/11/cosa-narrare-poi-vedremo-come.html Palazzo Lanza, domenica 18 novembre

8. Forma. Da sottolinearsi: l'arte è un gioco
https://palasciania.blogspot.com/2016/11/pochi-temi-infinite-variazioni.html Palazzo Fazio, domenica 27 novembre

9. Sistema. Io voli in altezza e in plenitudine
https://palasciania.blogspot.com/2016/11/qui-si-conclude-il-viaggio-delle-muse.html Palazzo della Gran Guardia, domenica 11 dicembre

Appunti di Palasciano per la puntata n. 1, Amore. Che il sole del Bene vi arrida.

Ciascuna puntata sarà dedicata a una diversa delle nove Muse:
1. Èrato (musa dell'etica e dell'erotica)
2. Melpòmene (musa della catàbasi e della catarsi)
3. Talìa (musa dello spasso basso e crasso)
4. Urania (musa delle scienze fisiche)
5. Tersìcore (musa del dionisiaco e della poesia lato sensu)
6. Polimnia (musa della metafisica)
7. Clio (musa dell'essenziale e dell'evenemenziale)
8. Euterpe (musa del virtuosismo e del variazionismo)
9. Callìope (musa delle opere mondo)
Schema circolare delle loro corrispondenze e polarizzazioni: vedi qui.

[Aggiornamento: il 21 aprile 2017, all'interno del laboratorio Liberi dell'associazione Rain ArciGay Caserta, si è tenuta una lezione intitolata Contenuto, forma, sistema: dall'inventario pedante all'invenzione alla Dante, da considerarsi un'appendice di Maieuticon, della cui Parte III costituiva una sintesi.]

25 settembre 2016

I centomila? Quattro gatti e un cane!

Salvo futuri superflop da sturbo, l'edizione di One Hundred Thousand Poets for Change in Terra di Lavoro a essere ricordata come la meno affollata sarà quella del 2016, la sesta. Per Il paese dal sole-fata (ovvero, anagrammando, La festa della poesia), sabato 24 settembre (qui l'annuncio) sono convenuti nella sede dell'associazione Il Mandàla – cui quest'anno per la prima volta l'Accademia Palasciania ha inteso gemellarsi – undici esseri umani più la mascotte del luogo, una arcisaltellante Jack Russell terrier di nome Frida; se dal novero degli spettatori bipedi scartiamo i presidenti delle rispettive accademie (Antimo Puca per il Mandala), tale novero si riduce a nove; e se scartissimo anche i loro amici, tre mandalisti e sei palascianisti, si ridurrebbe a zero. Come che sia, ci si è assai divertiti!

Palasciano al leggio durante Il paese del sole-fata.
Foto di R. Cocchis rielaborata da terzi.

Nella prima parte, Marco Palasciano ha declamato le sue più significative sette poesie degli ultimi quarant'anni (contando come poesia a sé un brano da Prospero chiude il libro della tempesta):
La torta della morta (1976), la prima poesia, un nonsense.
Il fringuello morto (1986), della fase pseudo-ottocentesca.
Notturno (1987), della fase di ammodernamento. 
Due mirabili terzine, l’una anagramma dell’altra, in cui Prospero e Miranda discutono di labirinti (1995), il migliore esperimento ludolinguistico-poetico.
Nel frigido corpetto vittoriano (1995), poesia dendrosintetica di primo tipo ovvero costruita a partire da frammenti estratti a caso da un libro.
Antimateria (2005), la migliore poesia d'amore.
Ora che l'odio spezza le molecole (2011), poesia dendrosintetica di secondo tipo ovvero costruita a partire da un flusso di associazione libera.
Nella seconda parte, l'unica «persona del pubblico» a esibirsi al leggio, dando lettura di quattro sue poesie, è stato Roberto Cocchis, che fra l'altro durante l'intervallo era stato anche l'unico a buttar giù sulla carta (o meglio sullo smartphone) un contributo – l'incipit in versi che segue – per il gioco dell'inventare una fiaba sul tema Il paese dal sole-fata:


Prossimo, anzi remoto, appuntamento con One Hundred Thousand Poets for Change, salvo abolizione: sabato 30 settembre 2017, in sede da definire. Ecco, intanto, l'elenco completo delle edizioni in Terra di Lavoro finora tenutesi, con i link ai resoconti o annunci di quelle precedenti l'ultima (cliccare sui rispettivi anni fra parentesi):

1. S’i’ fossi poeta cangerei ’l mondo. Una serata tra poesia e utopia (2011)
2. I libri cambiano il mondo. Nuova serata di poesia e utopia (2012)
3. Tanto per cambiare. Uno, Nessuno e centomila poeti (2013)
4. Fiori da una terra avvelenata. Centomila poesie contro il biocidio (2014)
5. Mille colori, stessi valori. Poesia, rap e sogni di un mondo migliore (2015)
6. Il paese dal sole-fata (ovvero, anagrammando, La festa della poesia) (2016)

20 settembre 2016

Festa della poesia: la locandina

Festa della poesia, buffet compreso

L'Accademia Palasciania e l'associazione Il Mandala
presentano la sesta edizione in Terra di Lavoro
dell’evento mondiale

IL PAESE DAL SOLE-FATA
ovvero, anagrammando,
LA FESTA DELLA POESIA

Il Mandala
(Sant'Antimo, via Romania 2)
sabato 24 settembre
ore 18.00
INGRESSO LIBERO

Centinaia di città in tutto il mondo, tra cui Sant’Antimo per il casertano, il primo sabato d’autunno saranno unite da una grande festa: la sesta edizione di One Hundred Thousand Poets for Change (Centomila poeti per il cambiamento).

Per l’occasione l’Accademia Palasciania, già organizzatrice delle prime cinque edizioni in Terra di Lavoro, presenta in collaborazione con l’associazione Il Mandala l’evento Il paese dal sole-fata ovvero, anagrammando, La festa della poesia.

Nella prima parte dell’incontro Marco Palasciano inaugurerà il diciannovesimo anno di attività dell’Accademia Palasciania declamando una selezione della propria produzione poetica 1976-2016, nonché presentando il programma di Maieuticon. Festival-laboratorio palascianiano n. 9 di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia, che si terrà a Capua in nove puntate settimanali a partire dal 9 ottobre.

Nella seconda parte si avvicenderanno al leggio tutti coloro che lo desidereranno. Portate una o piú poesie, vostre o dei vostri poeti preferiti, e potrete declamarle o farle declamare.

Portate inoltre, se gradite restare a cena, un contributo in cibo e bevande secondo le vostre possibilità: l’incontro sarà infatti completato da un buffet comunitario.

14 settembre 2016

Il decennale d'un desueto sito

14 settembre 2016: il forum Prove tecniche di episteme compie dieci anni. Poco importa, considerato che già un paio d'anni dopo la sua apertura era caduto in disuso e in disgrazia, colpo di grazia la fondazione del ben più aulico e pimpante Blog dell'Accademia Palasciania. Ma resta il suo primato: il primo sito web palascianiano della storia! Un pensiero affettuoso dunque merita, pur se in ritardo e tinto dei colori dell'accidia più neghittosa e onusta di zavorra. Ossequi alati come l'albatro bodleriano, caro www.episteme.forumcommunity.net!

Il logo del forum. Le lettere in apice e in pedice compongono il paratitolo Recite poetiche.

7 settembre 2016

«Sé stesso»: l'argomento conclusivo

Recentemente, in Facebook, è stato domandato al nostro Presidente perché scrivere «sé stesso» e non «se stesso». Riportiamo la sua risposta alata:
Perché ll Sé è sacro, in quanto cuore dell'essere e unica certezza, ergo è sacrilego avere dubbi sul Sé; e «se» esprime dubbio; ergo togliere l'accento a «sé» e renderlo uguale a un «se» è atto blasfemo, orripilante, intollerabile. Ciò relativamente almeno alla mia sensibilità di poeta filosofo; poi i banausici e gli acusmatici facciano come vogliono, sapendo tuttavia che castrando quella «e» incorreranno nella più rigida e frigida riprovazione mia e dell'Accademia Palasciania tutta.
(Quanto all'altre Accademie, ovemai il lor parere interessàssevi, cliccare qui per quello della Crusca.)